Sanificazione scrupolosa a Iseo, con il personale intento a prendersi cura degli spazi
Sanificazione scrupolosa a Iseo, con il personale intento a prendersi cura degli spazi

Brescia, 29 giugno 2020 - Bresciani e turisti non hanno capito, o almeno molti di loro non hanno capito, che indossare la mascherina e rispettare il distanziamento sociale non sono opzioni ma obblighi imposti per legge. Lo dimostra il viaggio in treno da Sulzano a Brescia e ritorno che abbiamo fatto e durante cui abbiamo visto tanti, comportamenti scorretti. ll voto è positivo per quanto riguarda il modo in cui è tenuta la stazione di Sulzano, a cura del Comune e di una cooperativa di Provaglio d’Iseo, che impiega la signora Marina per le pulizie. È attenta e scrupolosa sia nella pulizia sia nella sanificazione. Anche i treni sono puliti e a bordo è ben evidente dove ci si deve sedere. Non solo. Vi sono cartelli che sottolineano che indossare la mascherina è un obbligo. Se quasi tutte le donne straniere salite sul convoglio a Iseo cariche di borse, l’avevano, molto peggio hanno fatto gli italiani, intenti a dormire o telefonare con la mascherina abbassata.

Il controllore , anziché riprenderli, ha controllato i biglietti ed ha proseguito. In stazione la situazione è peggiorata. C’è chi sceso dai vagoni si è immediatamente fermato a fumare una sigaretta, creando assembramenti e rendendo difficile passare alle tante persone in transito, chi addirittura la mascherina non mostrava nemmeno di averla con sé. In questo caso erano sia italiani sia stranieri, pendolari e turisti, come la signora salita sul treno a Sulzano che raccontava ai figli che il viaggio sarebbe durato come da "Milano a Gallarate". Ancora: persino alcuni dipendenti erano senza mascherina, anche nel momento in cui davano informazioni ai viaggiatori. Al ritorno gli episodi verificatisi sono stati più o meno gli stessi, anche se con meno gente. All’andata, difatti, il treno era quasi pieno, mentre al ritorno c’era poca gente.