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12 feb 2022

Temù, ex vigilessa uccisa. Per Laura l’ora dei funerali

La scienza ha deciso: sui resti dei vestiti e sulle scarpe non ci sono tracce di persone diverse dalla vittima. Tra pochi giorni la salma sarà restituita

gabriele moroni e beatrice raspa
Cronaca
Laura Ziliani, 54 anni, è stata trovata senza vita a tre mesi dalla scomparsa
Laura Ziliani, 54 anni, è stata trovata senza vita a tre mesi dalla scomparsa

Temù (Brescia), 13 febbraio 2022 -  Per Laura Ziliani si avvicina il momento della pietà, del raccoglimento, della preghiera. Fra pochi giorni la salma dell’ex vigilessa di Temù verrà restituita ai familiari che potranno così predisporre per i funerali. Anche se non tutti gli accertamenti sono conclusi, la scienza si è espressa sul fosco dramma della Val Camonica. Il Ris di Parma ha consegnato alla procura di Brescia la relazione preliminare sulle due calzature ritrovate in tempi diversi nella zona di Temù e sui jeans recuperati nel torrente Fiumeclo. I reperti erano molto deteriorati, soprattutto i jeans, rovinati dalla lunga permanenza in acqua. Gli esami hanno comunque escluso tracce di persone diverse da Laura Ziliani.
Del resto , una delle scarpe è stata riconosciuta da una delle figlie di Laura. Riconoscimento confermato dalle indagini dei carabinieri della Compagnia di Breno, guidati dal capitano Filiberto Rosano. Laura Ziliani, 54 anni, scompare dalla sua abitazione, in vicolo Ballardini a Temù, la mattina dell’8 maggio dello scorso anno. Una scarpa destra marca Salomon, strisce arancioni sul fianco, suola rossa, viene ritrovata il 23 maggio in riva al torrente Fiumeclo. Silvia la riconosce come una delle calzature della madre. La scoperta appare subito anomala agli occhi dei carabinieri per via della conformazione del Fiumeclo. All’altezza del centrale elettrica, a monte del torrente, è collocata una griglia che bloccherebbe qualunque oggetto. L’acqua viene quindi deviata in una condotta sotterranea e questo riduce notevolmente il flusso, fino all’altezza del Ponte di Molina. È quindi improbabile che la scarpa possa essere scesa lungo il torrente fino al luogo in cui è stata ritrovata. Due giorni dopo un cittadino di Temù, Claudio Marchioni, affacciato alla finestra del soggiorno, che dà sul fiume Oglio, nota un ragazzo e una ragazza dove inizia una macchia boschiva. Si fermano lungo la strada guardandosi attorno. Subito dopo il ragazzo si addentra all’interno della macchia, mentre la ragazza prosegue a piedi continuando a voltarsi, a guardare il suo compagno, parzialmente nascosto dalla vegetazione. Prima incuriosito e subito dopo insospettito, Marchioni inizia a seguire i loro movimenti con i binocolo.
Quando sulla strada transita un’auto, la ragazza volta rapidamente il capo e si piega fingendo di raccogliere qualcosa da terra. Dopo avere visto i due ricongiungersi e allontanarsi a braccetto in direzione di Temù, il testimone raggiunge il boschetto e nota a terra, fra sterpaglie e ortiche, una scarpa Salomon, gemella della prima, di colore violetto, con delle strisce di colore arancio. Non ha dubbi nell’indicare la marca e che si tratta di una Salomon sinistra. Avverte i carabinieri e descrive minuziosamente i due giovani, precisando di avere riconosciuto una delle figlie della Ziliani, anche se non sa indicare quale. Si arriva al 10 giugno. Una ragazza avvista un paio di jeans nel letto del Fiumeclo. Li fotografa. Avverte lo zio che li recupera. I calzoni sono rivoltati e strappati alle ginocchia. In concomitanza con la scoperta, una intercettazione ambientale capta un colloquio che si svolge fra Silvia e Paola Zani e Mirto Milani. I tre stanno salendo in auto. Sono le 17.26. I jeans saranno ritrovati tre minuti più tardi, ma già Paola parla del Fiumeclo. Milani zittisce le due compagne e inizia a rivolgere parole di elogio agli investigatori impegnati nelle indagini. La mattina dell’8 agosto, sulla ciclovia dell’Oglio, un bambino a passeggio con il padre, scorge un corpo. È quello di Laura Ziliani, vestito solo con una canottiera e un paio di slip. L’ex vigilessa non si è uccisa. Non è morta per cause naturali. È stata narcotizzata e poi soffocata.
 

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