Susy Mailat
Susy Mailat

Milzano (Brescia), 4 dicembre 2020 - Il delitto di Milzano a breve approderà in aula. La Procura ha chiuso le indagini per la morte della 39enne romena Zsuzsanna Mailat, lo scorso 8 maggio uccisa in casa con quattro coltellate dal marito, Gianluca Lupi, 41 anni, con cui aveva in ballo una separazione contrastata.

Il pm Carlo Pappalardo contesta all’uomo l’omicidio pluriaggravato dal vincolo coniugale con la vittima, dai motivi abietti e futili e dalla commissione in presenza della figlia minorenne. Stando alla ricostruzione accusatoria il movente affonda nell’incapacità dell’indagato di accettare la separazione, avversata in ogni modo, e nella forte gelosia per un presunto rivale. Lupi, infatti, si era messo in testa che Susy avesse una storia con un altro. Casalinga lei, rappresentante di surgelati lui, i due stavano insieme da sedici anni e avevano tre figli: Caroline, 15 anni, Emily, 8 anni, ed Ettore, di tre, affetto da disabilità.

Quel venerdì sera dopo cena, nell’abitazione di via Usignolo, l’ennesimo litigio per le solite questioni: il 41enne sperava che la compagna, la quale aveva già trovato un appartamento in cui traslocare con i figli, tornasse sui suoi passi. Ma la donna non cambiava idea, anzi. Insisteva per andare dall’avvocato il giorno seguente, con cui aveva appuntamento. All’improvviso, mentre i bimbi erano in bagno, la maggiore in camera sua e Susy riordinava la cucina, Lupi ha afferrato un coltello e l’ha piantato nell’addome e nella gola della moglie. Richiamata dalle urla, la primogenita ha assistito alle fasi finali della mattanza. È stata lei, che ora con i fratellini vive in comunità, a chiamare per prima il 112. Le grida hanno attirato l’attenzione di un vicino, il sindaco Massimo Giustiziero, che ha suonato al campanello. Ad aprirgli, l’assassino: "Massimo, ho ucciso Susy". I carabinieri l’hanno prelevato in manette. "Ho perso la testa durante un brutta lite, non volevo uccidere" la versione resa nell’interrogatorio.