Un fotogramma mostra la rissa in via Corfù

Brescia, 10 luglio 2018 - Bar Coccinella verso la chiusura definitiva. In questura sarebbe già aperta l’istruttoria per revoca della licenza ai titolari, di origine cinese, del locale di via Corfù. Da lì, mercoledì sera, sono usciti i cittadini pakistani che sono stati poi protagonisti di una maxi rissa per il controllo del mercato della droga. Il bar, frequentato da pregiudicati, sarebbe stata la base dei traffici illegali ed è stato già oggetto in passato da quattro sospensioni. "Va chiuso", commenta secco il sindaco Emilio Del Bono, che della questione ha parlato proprio col questore Vincenzo Ciarambino. "Io non ho il potere di farlo – sottolinea – dobbiamo sradicare in modo puntuale e severo tutti quei presìdi che, dietro ad attività commerciali, celano delle basi logistiche per altre attività". Ma tutta la vicenda, che ha trasformato le strade di Brescia 2 in un far west (prima la maxi rissa tra clan, poi, sabato notte, l’incendio dell’auto di uno dei coinvolti) va oltre la sorte del bar. Sono cinque le persone denunciate a piede libero, tutti pakistani; per uno, il questore sta valutando e la revoca del permesso di soggiorno, mentre gli altri non possono essere espulsi.

Il sindaco scriverà una lunga lettera al ministro dell’Interno Matteo Salvini, per segnalare le lacune nella legislazione che, se colmate, potrebbero permettere l’espulsione coattiva di chi delinque, anche per non danneggiare l’immigrazione sana. "Gli chiederò conto anche dei 50 agenti di polizia dello Stato destinati a Brescia, ma che ancora non sono arrivati". Nel frattempo, prefettura, questura e Comune hanno predisposto un intervento straordinario per presidiare in modo maggiore le zone interessate."Sono già in corso – ha assicurato il comandante della polizia Locale, Roberto Novelli – controlli straordinari mirati tra Brescia2, via Caleppe, Parco Gallo". E poi bisognerà intervenire sui consumatori di droga: in cantiere una campagna di informazione nelle scuole.