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10 feb 2022

Sequestro mascherine e tamponi irregolari, blitz Nas in 1.360 farmacie e centri analisi

Controlli in tutta Italia, attività sospesa in 21 punti prelievo. A Brescia denunciati due medici insieme al presidente e al direttore sanitario di una Onlus di Gavardo

CENTRI DI SALUTE MENTALE. 536 CONTROLLI DEI CARABINIERI NAS
Controlli del Nas

Brescia, 10 febbraio 2022 - Tamponi e kit reagenti non regolari. Oppure mancata identificazione e registrazione delle persone sottoposte a test nonché irregolarità nella comunicazione. Esame dei test in ambienti non idonei sotto il profilo igienico sanitario, come androni di condominio e sottoscala. Sono queste le principali violazioni contestate dal Nas dei carabinieri nel corso di una campagna di accertamenti per verificare la corretta esecuzione dei tamponi e analisi antigeniche per la ricerca del Covid-19. I controlli, avviati dal mese scorso in tutta Italia per prevenire e contrastare il fenomeno dei cosiddetti 'falsi positivi', hanno interessato complessivamente 1.360 farmacie e centri di analisi, rilevando irregolarità in 170 e contestando 282 violazioni.  Dopo le ispezioni è stata disposta la sospensione di 21 punti di prelievo di tamponi rapidi condotti in condizioni igienico-strutturali carenti e con modalità non compatibili con la prosecuzione dell`attività. Inoltre sono stati sequestrati complessivamente 677 kit per  tamponi rapidi risultati non idonei e individuati 18 operatori che svolgevano l`attività sebbene privi del green pass. L'estensione delle verifiche ha inoltre consentito di accertare ulteriori violazioni connesse con la regolare tenuta di farmaci e dispositivi medici, eseguendo il sequestro di 650 confezioni di medicinali defustellati e 25.300 mascherine facciali irregolari. 

A Brescia sono stati denunciati in stato di libertà due medici insieme al presidente e al direttore sanitario di un'associazione Onlus di Gavardo. Accertamenti svolti dal Nas hanno fatto appurare che il presidente eseguiva regolarmente tamponi rapidi  nasofaringei, per l`individuazione del virus Covid-19, in assenza di titolo abilitante, utilizzando, per l`accesso e l`alimentazione dei sistemi telematici (nazionale e regionale) ai fini del rilascio del "green pass", le credenziali fornitegli dai due medici. Il direttore sanitario dell`associazione aveva consapevolmente lasciato proseguire le illecite condotte così permettendo, alla Onlus, di ricavare una cifra stimata in 30.000 euro. Disposta l`immediata sospensione delle descritte pratiche assistenziali.

A Reggio Calabria i carabinieri del Nas hanno sospeso l'attività di esecuzione dei tamponi antigenici per Covid-19 presso 5 farmacie della provincia di Reggio Calabria (una nel capoluogo, una a Rosarno, una a Villa San Giovanni, una nel comune di Gioia Tauro e una in quello di San Martino di Taurianova). In particolare, due dei punti prelievo erano stati ricavati utilizzando un androne condominiale e un appartamento dello stesso stabile della farmacia, senza peraltro individuare percorsi separati per gli operatori e gli utenti, in promiscuità anche con i residenti degli immobili. In una terza farmacia, invece, i tamponi venivano eseguiti negli stessi locali dedicati alla vendita di farmaci, con commistione tra soggetti destinatari dei test rapidi ed i restanti clienti.

A Campobasso sono stati sospesi 3 laboratori di analisi (due a Campobasso ed uno in provincia) e di 2 poliambulatori di Termoli dove, con i controlli è stata accertata l`esecuzione dei tamponi antigenici rapidi per il Covid-19 in assenza di autorizzazione regionale.

A Cagliari sono state sospese le attività diagnostiche di due farmacie della provincia di Oristano per aver effettuato test rapidi per il rilevamento del virus Sars-Cov2 senza rispettare i requisiti igienico-sanitari e di riservatezza da attuare all`interno dei punti di prelievo tamponi.

A Parma dopo un controllo svolto in una farmacia di Poviglio sono stati denunciati in stato di libertà due farmacisti e due studenti, per aver rispettivamente esercitato la propria attività sebbene sospesi dal relativo ordine poiché non vaccinati e per aver effettuato tamponi rapidi seppur sprovvisti dei previsti titoli abilitativi.  E' stata inoltre accertata la falsa attestazione, da parte di uno dei due studenti, della sottoposizione al vaccino anti Covid-19 al fine di ottenere un green pass valido, pur non avendone titolo. 

Riceviamo la seguente precisazione: "La farmacia privata 'Santo Stefano', anch'essa fatta oggetto di un'approfondita ispezione da parte del Nucleo antisofisticazione di Parma, "non ha mai sospeso l’attività". La titolare della farmacia Patrizia Bertozzi e le sue figlie Caterina e Linda Aschieri, precisano infatti che al primo controllo avvenuto sabato 22 gennaio scorso, ne è seguito un altro in cui è stato possibile verificare la regolarità di titoli e certificati verdi".

Ancora sono stati denunciati all'autorità giudiziaria il titolare di una farmacia di Luzzara ed un suo dipendente poiché quest'ultimo eseguiva tamponi antigenici rapidi dichiarandosi asseritamente farmacista. Nel corso del controllo sono state accertate ulteriori violazioni riguardo l`esecuzione dei tamponi, effettuati in luogo non idoneo e senza indossare i previsti dispositivi di protezione individuale, nonché la dispensazione di medicinali soggetti a prescrizione medica senza la presentazione di relativa ricetta. Per tutto questo è stata avanzata, alle competenti autorità sanitarie, la proposta di sospensione di due farmacie a seguito di criticità riscontrate. In particolare, in una farmacia di Fidenza, è stata rilevata l`omessa indicazione del luogo di esecuzione dei test antigenici nonché la parziale compilazione delle schede di "consenso informato" dei clienti, non correttamente identificati. In un'altra farmacia, a Sissa (Parma), è stato riscontrato che il personale addetto all`esecuzione dei tamponi non utilizzava dispositivi di protezione individuale (camice monouso e protezione oculare) e non sostituiva i guanti in lattice monouso tra un cliente e l`altro omettendo, altresì, di sanificare il luogo di somministrazione dei test.

A Palermo dopo un controllo effettuato in un laboratorio di analisi sito in Castelvetrano è emerso che i pazienti da sottoporre a tampone rapido igienico venivano accettati senza l`adozione di corrette procedure di identificazione e registrazione nella piattaforma informatica regionale. Segnalato all'Autorità Sanitaria competente il titolare della struttura.

In Puglia sempre i carabinieri del Nas hanno denunciato il titolare di una farmacia di Brindisi per aver consentito ad una sua dipendente di eseguire test rapidi antigenici per il covid-19 sebbene non in possesso dei prescritti titoli abilitativi. 

A Roma è stato denunciato all'autorità giudiziaria il titolare di una farmacia ritenuto responsabile di aver utilizzato test diagnostici rapidi per il Covid-19 privi della prescritta documentazione di conformità. Sequestrati 450 test diagnostici rapidi per covid-19 irregolari, per un valore di euro 7.000 circa.

A Udine è stato sanzionato il responsabile di un punto tamponi per l`esecuzione di test rapidi per aver omesso controllo del green pass ad una sua dipendente e averne consentito lo svolgimento dell'attività della stessa.

A Salerno dopo l'ispezione una farmacia di Vietri sul Mare è stato accertato che i tamponi rapidi antigenici venivano eseguiti arbitrariamente, e senza richiesta di consenso informato, da parte di un soggetto, già farmacista, attualmente radiato dall'ordine e con certificazione, "green pass", scaduto di validità.

 

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