Brescia, 13 maggio 2018 - La comunità pakistana scende in piazza per Sana Cheema, la 25enne italo pakistana morta in patria lo scorso 18 aprile. Per la morte della giovane, che avrebbe rifiutato il matrimonio combinato, sono in carcere a Gujrat il padre, il fratello, entrambi cittadini italiani così come Sana, e uno zio. Indagate anche la madre e la zia della 25enne. In centinaia oggi pomeriggio, in piazza Rovetta, a Brescia, hanno partecipato alla manifestazione voluta dalla comunità pakistana. Tra i presenti anche  rappresentanti della comunità pakistana e di altre comunità straniere tra cui esponenti della politica locale, l'assessore Marco Fenaroli e la consigliera Donatella Albini, la segretaria della Cgil Silvia Spera ed esponenti del centro sociale Magazzino 47."Siamo davanti a una morte senza senso. Una figlia non è proprietà dei genitori ma deve poter scegliere" si legge in uno dei cartelli portati dalle giovani pakistane.