Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Giorno logo
22 dic 2020
milla prandelli
Cronaca
22 dic 2020

Prevalle, omicidio Mantovani: "I presunti complici? Se sapevano sono dei mostri"

Passate con il luminol le vetture degli otto nuovi indagati. Il dolore e la rabbia del padre

22 dic 2020
milla prandelli
Cronaca
Ris al lavoro nella casa di un indagato
Ris al lavoro nella casa di un indagato
Ris al lavoro nella casa di un indagato
Ris al lavoro nella casa di un indagato

Prevalle (Brescia), 23 dicembre 2020 - "Quando ho saputo che ci sono altri otto indagati per l’omicidio di mia figlia non ho trovato parole per giudicare un tale abominevole comportamento. È una cosa quasi impossibile da credere. Se risultasse provato che quelle otto persone sono coinvolte non esiterei a definirle inumane. Se questi dieci sapevano cosa è accaduto alla mia Jessica e in 18 mesi nessuno ha avuto il coraggio di dire niente, sono davvero degli esseri malvagi, anzi molto peggio, tanto da non trovare un termine per definirli". A parlare, dopo che sono iniziate le verifiche su nove vetture che sono in uso alle persone indagate per la barbara uccisione di Jessica Mantovani è il padre Giovanni, che durante tutto l’iter processuale ha seguito con attenzione le indagini condotte dalla Procura e dai carabinieri di Brescia.

"Gli esami - racconta Mantovani - sono cominciati con la 500 L di uno dei parenti di Marco Zocca. Erano presenti tutti i legali dei vari indagati. Ad iniziare le verifiche e la disamina dei mezzi c’erano cinque carabinieri. Il difensore della nostra famiglia ci ha detto che serviranno altre due giornate lavorative. Le macchine saranno passate con il luminol per cercare eventuali tracce di sangue della mia Jessica, perché una di quelle macchine potrebbe essere stata usata per trasportarla e gettarla in quella discarica acquatica alla centrale di Prevalle". La svolta si è verificata alcuni giorni fa quando è emerso che oltre a Marco Zocca e a Giancarlo Bresciani altre otto persone risultano indagate. Sono tutte residenti tra Gavardo e Prevalle e per loro l’accusa sarebbe quella di occultamento di cadavere. Si tratta di sette uomini e una donna, tra cui due parenti di Bresciani e Zocca: che nella vicenda hanno il ruolo di protagonisti in negativo e che con la Mantovani hanno trascorso l’ultima tragica serata della vita della giovane donna, ammazzata a calci e pugni e gettata nelle acque della centrale idroelettrica di Prevalle.
 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?