Festa di Natale a scuola
Festa di Natale a scuola

Pontevico, 16 dicembre 2016 - Hanno cambiato le parole della canzone “Merry Christmas-Buon Natale” e tolto ogni accenno alla nascita di Gesù Bambino, creando uno spettacolo che nel loro intento vorrebbe soddisfare le esigenze di bimbi di tutte le culture, origini e religioni. È accaduto a Pontevico: paese alle estreme propaggini del Bresciano proteso verso la provincia di Cremona, dove le insegnanti della scuola primaria hanno organizzato due spettacoli che si svolgeranno nei prossimi giorni e che saranno ospitato nel teatro dell’oratorio. Anziché intonare le parole originali del testo della canzone natalizia "canta perché è nato Gesù", gli scolari delle varie classi che saliranno sul palcoscenico useranno la frase "canta perché è festa per te". In paese molti hanno polemizzato sulla scelta di eliminare il significato religioso del canto tradizionale. La dirigente scolastica Paola Bellini ha risposto che nelle scuole da lei dirette non si nega la tradizione cristiana.

«Quella di modificare il testo di una canzone è stata una decisione presa dalle maestre per andare incontro al concetto i “educazione interculturale” – spiega Bellini – Gli spettacoli sono stati organizzati all’interno di un progetto di propedeutica in collaborazione con il Corpo bandistico Alessandro Vattrini. Non saranno eventi di Natale, ma manifestazioni musicali nelle quali i bambini canteranno dei brani che richiamano temi universali come quelli di pace e solidarietà». L’idea non piace a molti genitori e nemmeno al parroco monsignor Antonio Tomasoni e al curato don Antonio Forti: «La canzone deve essere interpretata nella forma originale – spiegano – Chiedere all’oratorio la concessione del teatro con questo spirito non va molto bene».

Dello stesso parere è anche l’Amministrazione: «Siamo contrari a una simile decisione – ha commentato senza mezze misure il sindaco Roberto Bozzoni – Si tratta di una scelta che la nostra Amministrazione non condivide affatto e che è anche piuttosto difficile da comprendere. In virtù di un non ben precisato pluralismo e di una accoglienza generalizzata si finisce per cancellare le nostre tradizioni e i valori nei quali la nostra comunità crede da sempre. Non mi sembra una strada percorribile e, soprattutto, accettabile. Oltre tutto mi sembra che in merito a una questione tanto delicata la decisione non debba essere presa da un gruppo di maestre, ma sia di competenza della Dirigente Scolastica».