Brutta avventura per gli escursionisti al gelo nel ghiacciaio
Brutta avventura per gli escursionisti al gelo nel ghiacciaio

Ponte di Legno (Brescia), 5 novembre 2019 - Notte di paura per sei alpinisti di nazionalità croata che nella giornata di domenica sono rimasti bloccati sul massiccio dell’Adamello, dove hanno voluto arrivare nonostante le condizioni meteorologiche infauste. I sei hanno passato la notte con quindici gradi sotto zero, a oltre tremila metri nella zona del Pian di Neve. «Ad allertare i soccorsi attorno alle 20.15 sono è stato uno dei due membri della spedizione che si sono ritirati e che sono scesi a valle durante le ore diurne – ha spiegato Pierangelo Mazzucchelli, capo della V Delegazione Bresciana del Soccorso Speleologico e Alpino Lombardo , che è entrato in azione con il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Edolo – Non è stato possibile partire subito perché il tempo era avverso e avrebbe messo in pericolo anche i soccorritori. Nulla è stato lasciato intentato. Abbiamo chiamato i rifugisti di Lobbia e Mandrone, che ci hanno confermato che non si trovavano nelle loro strutture. Non solo: abbiamo anche contattato il personale dell’Enel che si trova alla diga vicino al rifugio Garibaldi. I dispersi non erano nemmeno là. Abbiamo quindi predisposto di intervenire alle prime luci dell’alba».

Secondo la ricostruzione fatta, il gruppo di alpinisti ha dormito al bivacco Ugolini, poi è uscito per il Pian di Neve. La neve fresca, alta circa 50 centimetri, il ghiaccio e il vento sferzante hanno loro impedito di proseguire. Il gruppo, anche grazie all’ausilio dell’eliambulanza di Brescia con a bordo un tecnico del Soccorso Alpino, è stato individuato sopra il ghiacciaio del Mandrone. Ha trovato riparo sotto un grosso sasso. Tutti sono scesi a valle illesi. «Il gruppo era costituito da giovani tra i 30 e i 40 anni. Si sono detti tutti fisicamente preparati e ben equipaggiati – ha commentato Pierangelo Mazzucchelli – Hanno però commesso l’errore di non valutare il meteo, che oggi è accessibile a tutti e abbastanza preciso di un giorno con l’altro. Anche questo significa essere un alpinista esperto. A 3500 metri non si va come se si uscisse a passeggiare con il cane». 

Intanto, rimanendo su quelle altezze, sabato apre allo sci il ghiacciaio Presena grazie alla forte perturbazione (quella che ha bloccato gli escursionisti) che ha portato i necessari 60 centimetri di manto. Gli impianti del ghiacciaio saranno in funzione dalle 8 alle 15 (cabinovia Presena) e fino alle 16 (cabinovia Paradiso). Lo skipass giornaliero, in questa primissima parte della stagione invernale, sarà in vendita presso la biglietteria della cabinovia Paradiso a 30€ (adulto) e per i più piccoli a 23€ (junior) e 14€ (baby). In queste ore, sempre in ghiacciaio è arrivato l’artista statunitense Tim Linhart per realizzare l’ormai mitico teatro di ghiaccio in alta quota che ospiterà concerti da gennaio a marzo 2020.