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Polmonite a Brescia: "Morti non dovute a legionella". Test sull'acqua: ipotesi batterio

Il sindaco di Carpenedolo: "A quanto riferito da Ats entrambe le morti nel distretto interessato dei casi di polmonite non sono dovute a legionella"

Ultimo aggiornamento il 9 settembre 2018 alle 19:11
Paura legionella

Brescia, 9 settembre 2018 - "A quanto riferito da Ats entrambe le morti nel distretto interessato dei casi di polmonite non sono dovute a legionella". Lo ha detto il sindaco di Carpenedolo, Stefano Tramonti, paese del Bresciano dove si è registrato il decesso di un 84enne, dopo un ricovero per polmonite. La seconda morte sospetta è invece quella di una donna di 69 anni a Calvisano. La rassicurazione del primo cittadino arriva dopo l'autopsia disposta sulle due vittime.

Per ora si tratta degli unici due decessi, ma i casi di accessi per polmonite sono in aumento. Venerdì si era parlato di 71, concentrati soprattutto tra Montichiari, Calvisano, Carpenedolo. Sabato, gli accertamenti condotti da Regione tramite Ats Brescia ha portato a registrare 121 casi di contagio, ma il numero è già salito nelle ultime ore a 150. Due i casi accertati di legionella, trattati agli Spedali Civili di Brescia. Le persone colpite sono soprattutto over 60, concentrate tra la bassa bresciana ed il mantovano. Sono subito partiti i controlli a tappeto sulla rete idrica per capire se la causa possa essere un batterio annidato nelle acque. 

Dalle prime indagini, sarebbe emerso che molti dei contagiati usano acqua di pozzi privati e non dall'acquedotto. Si tratta quindi di capire se i pozzi pescano da un'unica falda, da cui potrebbe essere partito il contagio; sotto la lente, anche le acque del fiume Chiese. Intanto, l'Ats bresciana ha diramato tramite i sindaci, le prescrizioni da seguire per scongiurare ulteriori contagi, sottolineando che non esiste alcun tipo di rischio per l'utilizzo dell'acqua alimentare e non sussiste alcuna restrizione al normale svolgimento dell'attività nelle comunità.

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