Brescia, 11 settembre 2018 - Come una valanga, la psicosi-legionella è partita, nonostante non ci sia ancora la prova della connessione con i 138 casi di polmonite registrati nella bassa bresciana e a dispetto delle rassicurazioni delle autorità. I tempi lunghi per avere riscontri sul patogeno che ha provocato l’ondata anomala di polmoniti, l’accertamento del terzo caso di legionella (un uomo di Carpenedolo di 55 anni) ed il tam tam sui social, rendono sempre più difficile il compito dei sindaci di tranquillizzare la popolazione. L’Ats ha spiegato che non ci sono rischi nel consumare l’acqua dei rubinetti, ma nei supermercati della bassa bresciana le bottiglie di acqua minerale vanno a ruba. Giampaolo Turini, sindaco di Calvisano, uno dei comuni più colpiti, ha accolto gli studenti della prima media e i loro genitori, tranquillizzandoli sulla bontà dell’acqua. «Gli ambienti – ha spiegato – e gli impianti sono stati igienizzati, sono state prese le cautele che l’Ats ci ha raccomandato». Da Carpenedolo, il sindaco Stefano Tramonti ha spiegato che.

«Tutti noi sindaci siamo stati compatti nel rassicurare tutte le famiglie del fatto che possono essere tranquille nel mandare i ragazzi a scuola». Intanto però la scuola dell’Infanzia Maddalena di Canossa di Ghedi si sarebbe procurata una scorta di acqua in bottiglia da distribuire a tutti gli studenti. E ieri mattina, l’arrivo Carpenedolo (tra gli epicentri del contagio) del personale del dipartimento di veterinaria che hanno prelevato le carcasse di 25 anatre nella Fossa Magna non ha tranquillizzato gli animi. Se si tratta di aviaria, come è probabile, lo diranno le analisi dell’Istituto zooprofilattico, ma l’episodio aggrava il quadro di preoccupazione.

L’assessore regionale al welfare Giulio Gallera ha annunciato che si sta valutando di fare controlli anche sull’aria. Intanto, il responsabile del laboratorio di Virologia Molecolare presso l’Istituto di Genetica Molecolare del Cnr di Pavia e docente all’Università Giovanni Maga avvisa: «Prudenza nell’utilizzare l’acqua: usare i filtri per disinfettarla o eventualmente farla bollire. Al momento non è chiaro quale sia la causa dell’epidemia. Sicuramente – spiega l’esperto – si tratta di una polmonite batterica». I sospetti per ora si concentrano su una possibile contaminazione batterica da una fonte idrica, non tanto nell’acqua potabile. In quella usata in ambito domestico o per innaffiare i giardini, oppure negli impianti di condizionamento. «È importante evitare, tuttavia, la psicosi generalizzata e quindi no a incette di acqua minerale in quanto le acque potabili della zona sono state testate e dichiarate sicure».