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Epidemia di polmonite a Brescia, 150 casi: autopsia su due morti. Test sull'acqua

Colpiti soprattutto gli over 60 residenti tra la bassa Bresciana ed il Mantovano. Controlli sulla rete idrica: ipotesi batterio 

di FEDERICA PACELLA
Ultimo aggiornamento il 9 settembre 2018 alle 14:02
Legionella (foto repertorio)

Brescia, 9 settembre 2018 - Proseguono gli accertamenti sul caso polmonite nella bassa bresciana. E' stata disposta l'autopsia sui due decessi registrati fino ad ora, un 85enne di Carpenedolo e una 69 di Mezzane di Calvisano. I due erano stati ricoverati a causa della polmonite, ma ora l'indagine autoptica servirà a stabilire se il decesso è legato al batterio contratto o a complicanze intervenute a causa dell'età e delle condizioni di salute pregresse. Per ora si tratta degli unici due decessi, ma i casi di accessi per polmonite sono in aumento. Venerdì si era parlato di 71, concentrati soprattutto tra Montichiari, Calvisano, Carpenedolo. Sabato, gli accertamenti condotto da Regione tramite Ats Brescia ha portato a registrare 121 casi di contagio, ma il numero è già salito nelle ultime ore a 150. Due i casi accertati di legionella, trattati agli Spedali Civili di Brescia. Le persone colpite sono soprattutto over 60, concentrate tra la bassa bresciana ed il mantovano. Sono subito partiti i controlli a tappeto sulla rete idrica per capire se la causa possa essere un batterio annidato nelle acque. 

Dalle prime indagini, sarebbe emerso che molti dei contagiati usano acqua di pozzi privati e non dall'acquedotto. Si tratta quindi di capire se i pozzi pescano da un'unica falda, da cui potrebbe essere partito il contagio; sotto la lente, anche le acque del fiume Chiese. Intanto, l'Ats bresciana ha diramato tramite i sindaci, le prescrizioni da seguire per scongiurare ulteriori contagi, sottolineando che non esiste alcun tipo di rischio per l'utilizzo dell'acqua alimentare e non sussiste alcuna restrizione al normale svolgimento dell'attività nelle comunità (scuole, luoghi di lavoro, ecc..). Tra gli accorgimenti da utilizzare, c'è quello di provvedere alla manutenzione dei punti di emissione dell'acqua del rubinetto nelle abitazioni attraverso la sostituzione dei filtri o lasciandoli a bagno con anticalcare; lasciar scorrere l'acqua calda e poi la fredda prima di utilizzarla, allontanandosi dal punto di emissione dopo l'apertura dei rubinetti e aprendo le finestre.

E' opportuno eseguire sempre questa operazione dopo periodi di assenza dall'abitazione. L'Ats bresciana invita a evitare, sempre a titolo precauzionale, all'esterno delle abitazioni le fonti di emissione di acqua vaporizzata, ad esempio non stazionando nei pressi degli irrigatori automatici o delle fontane delle abitazioni; a fare la doccia solo dopo aver fatto scorrere l'acqua calda e fredda ed essersi momentaneamente allontanati dal punto di emissione dell'acqua e avere aperte le finestre; a evitare l'utilizzo di vasche con idromassaggio; evitere di irrigare i giardini utilizzando pompe con diffusori a spruzzo; evitare di lasciare esposte al sole le canne per irrigazionedi orti e giardini; evitare l'impiego di acqua del rubinetto per riempire gli apparecchi per aerosolterapia o ossigenoterapia; smontare, discrostare e disinfettare i filtri dei rubinetti, i soffioni e i tubi flessibili delle docce, nel caso provvedere alla loro sostituzione; portare la temperatura dell'acqua calda a 70° - 80°C per tre giorni consecutivi assicurando il suo deflusso da tutti i punti di erogazione per almeno 30 minuti al giorno. Secondo i tecnici di Ats, non esiste comunque «alcun tipo di rischio per l'utilizzo dell'acqua alimentare e non sussiste alcuna restrizione al normale svolgimento dell'attività nelle varie comunità, come scuole, luoghi di lavoro». 

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