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31 mag 2022

Brescia, pestaggi e rapine ai coetanei: arrestati altri cinque ragazzini

Hanno tutti fra i 17 e i 18 anni Le vittime sono almeno 8 L’obiettivo era impadronirsi di smartphone e capi griffati

31 mag 2022
beatrice raspa
Cronaca
In manette due bresciani, tre stranieri, originari dell’Est Europa e dell’Africa
Carabinieri di notte
In manette due bresciani, tre stranieri, originari dell’Est Europa e dell’Africa
Carabinieri di notte

Brescia -  Le vittime accertate sono otto. Tutte minorenni. Abbordate con le scuse più varie il sabato sera nei luoghi della movida di Brescia, poi accerchiate, pestate e derubate. È quanto emerge da un’indagine della procura minorile e dei carabinieri della compagnia di Brescia, che nelle scorse ore hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, cinque ragazzini di 17 e 18 anni. Due bresciani, tre stranieri, originari dell’Est Europa e dell’Africa. Il gruppo risponde di rapine in concorso e lesioni aggravate ai danni di coetanei.

Stando all’accusa la gang è entrata in azione la notte tra il 18 e il 19 dicembre dell’anno scorso e il 26 febbraio tra via Castello, via San Faustino e in vicolo dell’Aria. In particolare l’attenzione dei militari della stazione di Piazza Tebaldo Brusato si è concentrata su un paio di gravi episodi. Nel primo, quello di dicembre, i cinque avrebbero avvicinato le vittime con la scusa di chiedere di cambiare una banconota. L’obiettivo era impadronirsi di smartphone, portafogli, orologi e collanine. Due ragazzini hanno provato a reagire ricavandone un pestaggio con calci e pugni (uno ha riportato una prognosi di un paio di giorni, l’altro di quattordici). Il 26 febbraio invece il gruppo avrebbe preso di mira un coetaneo ben vestito. In questo caso l’idea era rubargli il giubbino griffato, e il risultato è stato raggiunto a suon di spintoni e minacce.

Raccolte le segnalazioni, i carabinieri della stazione di piazza Tebaldo hanno riavvolto il nastro degli eventi. Due dei cinque indagati al momento della notifica della misura cautelare si trovavano già ristretti per altra causa in comunità. Un terzo è stato a sua volta trasferito in una struttura, mentre agli altri due è stata applicato l’obbligo di permanenza a casa. L’indagine continua: l’Arma punta a verificare eventuali ulteriori complicità e altri episodi.

 

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