L’area dovrebbe diventare la più grande zona di mitigazione d’Europa
L’area dovrebbe diventare la più grande zona di mitigazione d’Europa

Brescia, 15 gennaio 2020 -  Patto di collaborazione con Faustini per il Parco delle Cave? È bastato l’avvio delle interlocuzioni tra il cavatore (che già oggi eroga delle liberalità) ed il comitato di gestione del Parco per dare miccia alle polveri della polemica da parte di alcuni attivisti che, da tempo, sono piuttosto critici su come è stato delineato il Parco a Sud Est della città. La gestione dell’area, destinata a diventare la più grande area di mitigazione naturale d’Europa con 4 milioni di metri quadrati a opere completate, è stata affidata ad un patto di collaborazione complesso, che ha finalità ben definite, e che prevede la sottoscrizione di singoli patti tra le realtà (associazioni e privati) che vogliono dare il loro contributo ed il comitato di gestione. Quest’ultimo è costituito dall’assessore all’ambiente Miriam Cominelli, un rappresentante della Consulta comunale per l’ambiente, uno di associazioni fuori dalla Consulta, uno dei consigli di quartiere ed un delegato scelto dai privati che erogano liberalità. La parte più tecnica è invece affidata al comitato scientifico, composto da tecnici, che dovrebbe essere ufficializzato all’inizio di febbraio.

Ad oggi 16 realtà hanno sottoscritto singoli patti, ed a questi potrebbe aggiungersi anche Faustini, a cui appartenevano alcune delle cave destinate a diventare laghetti. Suo era anche il progetto di una discarica di amianto in via Cerca, sospeso grazie alla mediazione del Comune proprio in vista della costituzione dell’area verde. L’emergere di questo nome ha portato nei giorni scorsi alla pubblicazione di un post al vetriolo pubblicato sulla pagina Facebook di Brescia Solidale e Libertaria (che nel 2013 candidò alle elezioni Giovanna Giacopini, storica attivista della Rete contro tutte le nocività, tra i protagonisti dell’opposizione proprio alla discarica di amianto). Nel post fioccano le accuse contro un modello di parco in cui la gestione rischierebbe di finire in mano ai privati, contro il Comune, contro l’assessore all’ambiente. Strali sono arrivati anche contro le associazioni che hanno sottoscritto il patto di collaborazione (accusati di essere dei lacchè).

Accuse anche contro la conformazione stessa del parco, che sarebbe stato snaturato rispetto al passato. Sui contenuti ed i toni del post, la Loggia, che ha già contattato l’avvocatura civica, chiederà scuse formali. Quanto all’accusa di lasciare il Parco in mano a privati, l’assessore Cominelli ricorda che a queste realtà viene chiesta l’erogazione di liberalità e che il loro rappresentante è solo uno all’interno di un comitato di gestione composto da cinque persone che rappresentano diverse realtà. "Non ci sono stati scambi di favori. Faustini eroga già delle liberalità. Ci sono state interlocuzioni per formalizzarle, ma non è ancora stato siglato nulla".

In merito alle associazioni che già hanno dato la loro disponibilità a contribuire a far vivere il parco, "si tratta di realtà che mettono a disposizione il loro tempo su base volontaria, per far sentire il parco parte della realtà". Cominelli ribatte anche all’accusa di aver voluto escludere il comitato che si è battuto contro la discarica di amianto. "Chi ha manifestato interesse, ha sottoscritto un patto in cui vengono definite le attività e la condivisione ai principi generali. Se qualcuno ha ritenuto di non sottoscriverli, non si può parlare di esclusione decisa in modo arbitrario".