Papa Paolo VI durante una celebrazione in Vaticano
Papa Paolo VI durante una celebrazione in Vaticano

Brescia, 23 dicembre 2017 - "Spero che resti solo il profumo di santità – osserva con puntuale ironia – Mi fa quasi ribrezzo leggere sui giornali “Papa Montini presto santo”. Lo era già da 40 anni o deve certificarlo qualche commissione vaticana?". Cesare Trebeschi (nella foto sotto), sindaco di Brescia tra il 1975 e il 1985, Paolo VI, il papa bresciano, lo conosceva bene. Il padre (Andrea Trebeschi morto nel lager tedesco di Gusen) e il futuro pontefice che il prossimo anno sarà canonizzato erano coetanei, amici e insieme avevano fondato la rivista “La Fionda”.

Da primo cittadino della Leonessa Cesare Trebeschi partecipò a un momento storico del pontificato montiniano: il 10 dicembre del 1977 per la prima volta entrava in Vaticano un intero consiglio comunale, maggioranza e opposizioni insieme. Una visita resa possibile proprio dalla forte amicizia tra Trebeschi e Montini. "Volendo incontrare tutti i rappresentanti dell’amministrazione comunale (comunisti compresi) papa Montini ha voluto bocciare i divieti – spiega l’ex sindaco alla presentazione di “La Loggia in Vaticano”, libro del giornalista bresciano Massimo Tedeschi che racconta quel momento storico – Nel corso dell’incontro avuto (40 minuti nella sala del Trono) ha voluto ricordare le grandi figure del movimento cattolico bresciano. Movimento e non mondo cattolico proprio perché voleva sottolineare la ricchezza della diversità".

Cesare Trebeschi

Nei ricordi di quella giornata c’è soprattutto la faticosa camminata dell’ottantenne pontefice che nell’agosto dell’anno successivo sarebbe poi scomparso. "Quell’incontro – evidenzia Trebeschi – può essere considerato una sorta di suo testamento". Claudio Bragaglio, che partecipò a quella visita come consigliere comunale del Pci, ricorda: "Quando gli venne presentato il nostro capogruppo Francesco Loda, il papa gli disse che lì tutti erano i benvenuti".