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9 apr 2022

Biberon e un pasto caldo: 'Ostello Ucraina' alla Croce Rossa di Brescia

La sede diventa un prezioso supporto per i profughi diretti altrove

federica pacella
Cronaca
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Ostello Ucraina alla Cri

Brescia - C’è chi si deve organizzare per accogliere profughi che si fermano a Brescia solo per un “pit-stop“, prima di ripartire per la destinazione finale, e chi sta invece avviando iniziative di alfabetizzazione e socializzazione per i bambini che sono ormai qui da un mese. Sono aspetti diversi del fenomeno nuovo e complesso dei flussi di profughi dall’Ucraina, che associazioni e volontari si stanno trovando ad affrontare. Il primo, quella della sosta, è ormai diventata quasi una costante per la Croce Rossa di Brescia, che ha ormai trasformato la sua sede in una sorta di “ostello“ temporaneo, dove si fermano i profughi in viaggio verso la Spagna. Normalmente si fermano per una notte, il tempo di riposare, essere ristorati dai volontari che, a proprie spese, forniscono cibo, farmaci, prodotti per l’igiene, per poi ripartire la mattina dopo. Venerdì la sosta è stata decisamente più breve, come racconta la presidente Carolina David.

«A sorpresa , una cinquantina di profughi sono arrivati in sede. Ci era stato inizialmente annunciato che sarebbero arrivati, ma poi nel corso della giornata era arrivato il dietrofront. Invece venerdì sera si sono fermati, giusto il tempo di scaldare i biberon per i neonati e poi ripartire". Accanto alla primissima accoglienza, c’è invece l’esigenza di integrazione per chi è a Brescia da una ormai un mese e che pensa di doverci restare ancora a lungo. Alfabetizzazione e socializzazione almeno per i bambini sono le esigenze che stanno emergendo e che l’accoglienza affidata solo ai privati non può soddisfare. Le volontarie della Parrocchia Nascita di Gesù hanno aperto le porto del corso di lingua ucraina all’oratorio Santa Maria in Silva ai bambini appena arrivati, perché facciano amicizia con i coetanei che sono nati e cresciuti a Brescia. All’Istituto San Francesco di via Fratelli Ugoni, l’associazione Nadiya ha invece riconvertito il corso di ucraino in corso di lingua italiana per i bambini e le mamme. "Siamo alla ricerca di insegnanti, magari maestre e maestri in pensione, che vogliano venire qui a dare una mano", spiega Halyna Storozhynska. I numeri sono in costante crescita. "Cerchiamo di dare risposta alle richieste, ma speriamo non diventi la normalità. Siamo felici che la scuola viva, ma non volevamo questo. I bimbi? Una piccola il primo giorno non riusciva neanche ad accennare un sorriso".

 

 

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