Brescia - Livello 4B per gli ospedali bresciani, a un passo dal livello massimo di emergenza, 4C. Da ieri, tutte le strutture pubbliche e del privato condizionato, su indicazione della Regione, hanno ridotto fino alla sospensione attività di ricovero e chirurgiche procrastinabili. Nel Bresciano sono più di 1.200 i ricoverati Covid (500 in Asst Spedali Civili) con 110 in terapia intensiva.

"La riorganizzazione va di pari passo con l’andamento della pandemia", spiega Silvia Polo, direttore del Dipartimento internistico riabilitativo di Asst Garda. "Stiamo vivendo una fase di plateau – commenta - negli ultimi giorni sembra esserci un rallentamento, ma è presto per dirlo. Gli effetti della zona rossa li vedremo fra due settimane". Di fronte alla fatica degli operatori sanitari, ormai stremati, appare ingiustificabile l’atteggiamento di chi non rispetta le regole anti-Covid. "Mi sembra che ci sia una percezione distorta della terapia intensiva – sottolinea Polo – come se finire intubati fosse un male accettabile. Manca la percezione che da lì si può anche non uscire".

Lo dicono i numeri: circa il 40% di chi va in terapia intensiva non ce la fa. Precisa che i ricoveri riguardano ancora soprattutto la fascia dei più anziani, come i decessi: negli ultimi due giorni, la lista aggiornata con 42 morti. La vaccinazione è l’unica vera cura ed ora il timore è che la sospensione di Astrazeneca possa creare un rallentamento: 15.500 le dosi somministrate nel territorio di Ats Brescia. "Mette in grande difficoltà la campagna vaccinale – dice il presidente dell’Ordine dei medici di Brescia, Ottavio Di Stefano – ma  la cosa importante è che i nostri organi di controllo sappiano fare un'indagine accurata. Aspettiamo i dati, ogni parere personale è fuori luogo. Aspettiamo i dati, ogni parere è fuori luogo". Brescia condivide l’appello della Federazione degli ordini dei medici ed odontoiatri, che auspica uno scudo penale per i vaccinatori.