Claudio Grigoletto con Marilia Silva Rodrigues Martins
Claudio Grigoletto con Marilia Silva Rodrigues Martins

Brescia,18 febbraio 2019 - Nons ono ancora finiti i processi a carico di Claudio Grigoletto, l’ex pilota di aerei che il 29 agosto 2013 uccise la segretaria e amante, Marilia Rodrigues Martins, da quattro mesi incinta di un figlio suo, e già condannato a 30 anni. Il suo nome gira ancora nelle aule del tribunale di Brescia per una causa pendente – questa volta civile – intentata dalla madre della vittima, Natalia Silva. Motivo: la presunta spoliazione dei beni nella sua disponibilità organizzata per eludere il pagamento della provvisionale alle parti civili, così come disposto al termine del processo di primo grado. Era il 17 aprile 2014, Grigoletto era stato condannato all’ergastolo per omicidio premeditato, procurato aborto e tentata distruzione di cadavere. Padre per la seconda volta di una bimba nata da un mese (la prima aveva un anno e mezzo), l’ex pilota, all’epoca 34enne, aveva avviato <WC>una <WC1>relazione con la segretaria brasiliana, 29 anni, e l’aveva messa incinta. «Voleva rovinarmi» si era giustificato confessando il delitto.

Per eliminarla l’aveva attirata in trappola nell’ufficio della LK Aviation di Gambara. L’ha picchiata, strangolata e poi ha cercato di dar fuoco al cadavere versando addosso al corpo ammoniaca. La Corte d’Assise lo aveva obbligato anche al pagamento di 300mila euro, 150 per la mamma e 150 per il padre di Marilia. L’11 settembre 2015 in appello la sentenza è stata riformata a 30 anni - confermata dalla Cassazione a febbraio 2017 - ma le disposizioni relative alla provvisionale sono rimaste invariate. «Grigoletto nel carcere di Bollate ha intrapreso un percorso di riabilitazione e devolve gran parte del suo stipendio alla famiglia di Marilia» aveva dichiarato tempo fa l’avvocato Luca Ricci di Monza, che difendeva l’ex pilota. La signora Natalia però nega. Anzi, è convinta che l’assassino della figlia abbia fatto maneggi vendendo apposta i suoi averi per non risarcire lei e l’ex marito: «Quell’uomo mentiva allora e continua a mentire adesso. Non ho mai ricevuto un euro, per questo ho incaricato un avvocato». Quattro mesi dopo l’omicidio, il 31 dicembre 2013, mentre Grigoletto attendeva in una cella l’inizio del processo, a Canton Mombello è entrato un notaio. «Dopo l’efferato delitto, con l’aiuto dei genitori, Grigoletto si è spogliato di ogni bene all’evidente scopo di sottrarsi da ogni obbligazione patrimoniale – scrive l’avvocato Pierluigi Vesentini di Verona, che cura gli interessi della mamma di Marilia e dà battaglia per fare annullare la compravendita - L’imputato mentre era in custodia cautelare ha venduto la sua quota di immobile alle figlie minori per mezzo della madre».

Il prezzo pattuito, si legge, era «di 46mila euro». La vendita è andata a buon fine nonostante un sequestro conservativo emesso dal Tribunale su sollecitazione di procura e parti civili, ma non eseguito in tempo utile per «lentezze del sistema».<WC> Una cessione, dunque, per sanare posizioni debitorie pregresse: questa la versione dell’ex pilota. C’è chi è di parere opposto. «L’atto negoziale è stato perfezionato allorché il debitore si trovava a Canton Mombello inducendo il pm che in precedenza aveva negato l’autorizzazione al notaio a recarsi in carcere (…) a consentire l’accesso del professionista a seguito di richiesta che dissimulava la reale intenzione poi espressa nella compravendita – decreta un’ordinanza del 17 aprile 2014 - La condotta comprova oltre ogni ragionevole dubbio l’intenzione del Grigoletto di rendersi incapiente». La causa, tuttora pendente, attende una pronuncia di secondo grado.