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7 mag 2022

Omicidio di Jessica Mantovani Si farà la perizia psichiatrica

Il giudice delle udienze preliminari ha accolto la richiesta della difesa: esame tecnico sull’imputato

7 mag 2022
Jessica Mantovani, 37 anni, fu ripescata morta nel canale di una centrale
Jessica Mantovani, 37 anni, fu ripescata morta nel canale di una centrale
Jessica Mantovani, 37 anni, fu ripescata morta nel canale di una centrale
Jessica Mantovani, 37 anni, fu ripescata morta nel canale di una centrale
Jessica Mantovani, 37 anni, fu ripescata morta nel canale di una centrale
Jessica Mantovani, 37 anni, fu ripescata morta nel canale di una centrale

Giancarlo Bresciani, il 52enne di Prevalle accusato di avere ucciso in circostanze mai chiarite Jessica Mantovani, sarà sottoposto a perizia psichiatrica. Lo ha deciso ieri il gup Alessandra Sabatucci nell’ambito dell’udienza preliminare, accogliendo l’istanza della difesa che aveva chiesto di affrontare il processo in abbreviato condizionato a una valutazione clinica. Se ne occuperà il medico forense Valentina Stanga, che poi ne relazionerà in aula il 26 settembre. Problemi di tossicodipendenza, così come la vittima, Bresciani secondo l’accusa è l’ultimo ad aver visto viva Jessica, la 37enne di Villanuova sul Clisi trovata morta il 13 giugno 2019 nel canale della centrale idroelettrica di Prevalle. Il pomeriggio del giorno prima si era fatta accompagnare dal padre Giovanni in auto a casa dell’imputato, al quale la legava il comune consumo di cocaina. Alle 20.30 usando il cellulare dell’amico - lei non l’aveva - Jessica telefonò al genitore per farsi venire a riprendere. Lui chiese alla figlia di aspettarlo perché aveva un impegno ma quando all’ora concordata si mosse Bresciani gli riferì che se n’era già andata per conto proprio. "Non so che fine abbia fatto", ha ripetuto. Il giorno dopo la 37enne fu ripescata nel fiume con il naso e 2 costole rotte. Morta per un pestaggio, decretò l’autopsia. Per la Procura Bresciani, che pure si è sempre detto innocente ed è sempre rimasto a piede libero, è direttamente coinvolto. Ha chiesto di affrontare il processo con rito abbreviato - risponde di omicidio volontario senza aggravanti, dunque la possibilità di accedere al rito alternativo non è preclusa a dispetto della recente riforma - e contestualmente di essere sottoposto a valutazione psichiatrica. Stando a una consulenza di parte mostrerebbe segni di schizofrenia collegabili con la dipendenza dagli stupefacenti. Nel medesimo procedimento il pm Gianluca Grippo aveva iscritto per concorso in omicidio anche un vicino di casa di Bresciani, un 25enne di Prevalle, il quale capitava consumasse sesso a pagamento con la vittima e sniffasse in compagnia di Jessica e l’amico. Nella stanza da letto di Bresciani fu rinvenuta una chiazza di sangue con profilo genetico misto del giovane e della donna ma la sua posizione è stata archiviata. Giovanni Mantovani però è convinto si debba indagare ancora. Tramite il suo avvocato Marino Colosio si è opposto all’archiviazione senza successo. Ha presentato un reclamo al Tribunale ottenendo però la ridiscussione dell’udienza. Beatrice Raspa

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