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21 apr 2022

Nuovo rinvio per la vicenda di Beppe Ghirardini

Per due volte la Procura ha chiesto di archiviare per istigazione al suicidio a carico dei fratelli Bozzoli

Sopra le toghe. Per i familiari ci sono altri spunti investigativi da approfondire
Sopra le toghe. Per i familiari ci sono altri spunti investigativi da approfondire
Sopra le toghe. Per i familiari ci sono altri spunti investigativi da approfondire

Nuovo rinvio per la vicenda di Beppe Ghirardini, l’addetto ai forni della fonderia di Marcheno, di turno quando la sera dell’8 ottobre 2015 sparì il suo titolare Mario Bozzoli, e che una settimana dopo in circostanze misteriose fu trovato avvelenato da due capsule di cianuro a Case di Viso, a cento km da casa. Per due volte la Procura generale ha chiesto di archiviare l’inchiesta per istigazione al suicidio a carico dei fratelli Alex e Giacomo Bozzoli - l’ultimo sta affrontando il processo in Assise per l’omicidio e l’occultamento del cadavere dello zio - e per due volte la famiglia di Ghirardini si opposta. Ieri, in occasione dell’udienza fissata davanti al gip Elena Stefana per discutere dell’ultima opposizione, la difesa dei Bozzoli - gli avvocati Luigi, Giordana e Giovanni Frattini - ha chiesto tempo per visionare le nuove intercettazioni telefoniche e ambientali disposte nell’ambito del secondo supplemento di indagini. Il procuratore generale Marco Martani, che pure sostiene l’accusa insieme all’aggiunto Bonfigli in Assise contro Giacomo, nei mesi scorsi aveva infatti chiesto e ottenuto di intercettare nuovamente una ventina di persone - nel frattempo comparse come testi nel processo per omicidio - per confrontare le dichiarazioni. A quanto si è appreso, nemmeno stavolta sarebbe emersa la prova dell’induzione al suicidio di Ghirardini da parte dei fratelli, tanto che il pg si era risolto a chiedere una nuova archiviazione.

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