Medici all'ospedale di Brescia (Foto d’archivio Ansa)
Medici all'ospedale di Brescia (Foto d’archivio Ansa)

Brescia, 8 gennaio 2019 - Le autopsie sui corpi di Marco e Cristian, i due neonati morti al reparto di neonatologia degli Spedali Civili il 4 e 5 gennaio, si sono svolte nel pomeriggio. I risultati saranno depositati in procura solo tra 60 giorni. Adesso le famiglie di Marco e Cristian otterranno il nulla osta per le esequie. L'esame e' stato disposto dal pm Corinna Carrara che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.

Nel primo caso si tratta di un bimbo nato prematuro alla ventiseiesima settimana il 30 novembre (940 grammi il suo peso) in un altro nosocomio e arrivato solo successivamente al Civile dove è stato ricoverato in Terapia intensiva neonatale per enterocolite necrotizzante con perforazione intestinale; dopo un temporananeo miglioramento, in seguito ad alcuni interventi chirurgici, le sue condizioni sono peggiorate portandolo al decesso. La seconda morte sospetta è invece quella di un bimbo nato alla trentesima settimana (1.130 grammi il peso) e che nei primi giorni di vita ha dovuto affrontare diversi e gravi problemi respiratori. Anche per lui, dopo un piccolo miglioramento, la situazione è precipitata.

Intanto per i medici del reparto la causa della morte è stata la "Enterocolite necrotizzante", complicanza tipica dei bambini prematuri. Dopo approfondimenti interni - a cui ora si aggiungeranno quelli esterni degli incaricati del Ministero e della Regione Lombardia - la direzione generale del Civile esclude che i decessi siano riconducibili ad un'unica causa "e siano la conseguenza di un focolaio endemico".

Già eseguita lo scorso 31 dicembre invece l'autopsia sul corpo di Nicole, la prima vittima. La piccol, nata prematura ala 27esima settimana (980 grammi il peso), è morta nel giro di 48 ore per una enterocolite necrotizzante che l’ha colpita 20 giorni dopo essere venuta alla luce.

Resta invece fuori dall’inchiesta sul tavolo del pubblico ministero Corinna Carrara il caso di un altro bimbo nato sabato 5 gennaio e venuto a mancare due ore dopo mentre era ricoverato nel reparto di Terapia intensiva del nosocomio cittadino. "Nascita e decesso sono avvenute molto ravvicinati e ciò porterebbe a escludere similitudini con gli altri tre casi", sottolineano gli inquirenti. Diverse invece le altre vicende su cui la magistratura vuole fare chiarezza per individuare eventuali responsabilità.