La demolizione del ponte sull'autostrada A21
La demolizione del ponte sull'autostrada A21

Montirone (Brescia), 6 dicembre 2018 - È passato quasi un anno da quel rogo terrificante in A21, sei morti e il cavalcavia di Montirone chiuso perché danneggiato dal fuoco. Era il 3 gennaio scorso. Oggi, finalmente, dopo una serie di stop, inizierà il cantiere per la ricostruzione. Tempi previsti per la consegna “chiavi in mano”: circa otto mesi. Costi per realizzare l’opera, interamente a carico di Autovia Padana: tra i 2,8 e i tre milioni. «Sì, la notizia è confermata – spiega tirando un sospiro di sollievo il sindaco di Montirone, Francesco Lazzaroni – Oggi (mercoledì 5, ndr) sono venuti gli operai per avere il permesso di predisporre la via di accesso al cantiere. Prima saranno costruite le spalle cementizie, poi tutto il resto. Sarà un cavalcavia a campata unica, con strada più larga e spazio anche per una pista ciclabile come avevamo chiesto».

Il vecchio cavalcavia fuso dalle fiamme sprigionate dal tamponamento con l’autocisterna era stato demolito sette mesi fa perché ritenuto precario. Già in estate i lavori sembravano sul punto di iniziare, ma sono rimasti bloccati da una serie di intoppi burocratici. Un incubo per negozi e aziende della zona e soprattutto di via Palazzo, rimasta improvvisamente isolata, alle prese con crolli del fatturato e chiusure. «Nel corso degli ultimi mesi hanno gettato la spugna alcuni bar, una merceria, che chiuderà a fine anno, e persino il distributore di carburante Tamoil, che ha già annunciato lo stop» prosegue il sindaco. Ma pesanti ripercussioni si sono registrate anche sul fronte del traffico e della viabilità per tutto il territorio compreso tra Borgosatollo, Ghedi e Poncarale.

L’iter si è finalmente sbloccato un mese fa con il via libera del comitato tecnico amministrativo del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche Lombardia-Emilia Romagna. «Avevano rallentato anche alcune richieste di chiarimento da parte del comandante dei vigili del fuoco sul progetto di ricostruzione già approvato – prosegue Lazzaroni – Per esempio, erano state avanzate perplessità sui materiali che la società intendeva impiegare, considerati non abbastanza ignifughi. Alla fine sono stati apportati dei correttivi: si è deciso che si utilizzerà del ferro trattato, che fonde a 1.500 gradi, riverniciato da patine protettive. Più di così è impossibile fare, non esistono soluzione alternative».