Tribunale (foto d'archivio)
Tribunale (foto d'archivio)

Brescia, 31 gennaio 2017 - Il Tribunale dei Minori di Brescia ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto lo scorso 4 gennaio. E discusso il 19 gennaio, dalla 47enne di Ospitaletto a cui lo stesso tribunale, pochi giorni prima di Natale, aveva tolto i figli per avere girato alcune scene di un film pornografico all’interno dell’abitazione familiare. I due ragazzi, di 14 e 17 anni, che le erano stati affidati dopo la separazione dal marito restano quindi a vivere insieme al padre a cui il tribunale dei Minorenni li ha affidati lo scorso 20 dicembre.

Per i giudici il ricorso è da considerarsi inammissibile per una serie di motivazioni tecniche e giuridiche che però non precludono una possibile revisione del decreto con cui i due ragazzi sono stati allontanati dalla madre.

Il 16 marzo saranno i due figli della donna per fare nuova luce sulla vicenda. La donna si è vista dichiarare inammissibile anche la richiesta di riottenere la casa familiare da cui è stata allontanata sempre la sera del 20 dicembre. «Ho sbagliato, ma ho girato quei film perché avevo bisogno di soldi per pagare bollette e cartelle di Equitalia – aveva spiegato la donna che inizialmente avevano negato di essere la protagonista di quelle scene hard amatoriali – Dopo la separazione, mio marito non contribuiva al pagamento delle spese».

Motivazioni che non avevano convinto i giudici. «L’uso della casa coniugale per girare filmati pornografici rappresenta un pregiudizio gravissimo alla dignità morale dei ragazzi», le considerazioni del magistrato che aveva ordinato l’allontanamento dalla madre dei due adolescenti.