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Lonato del Garda, torna in aula il maestro di karate

Processo d'Appello dopo la condanna in primo grado per aver abusato di alcune allieve

di PAOLO CITTADINI
Ultimo aggiornamento il 11 settembre 2018 alle 20:11
Il caso arriva all'esame della Corte d'Appello

Lonato del Garda (Brescia), 11 settembre 2018 - Tornerà a Palazzo di Giustizia il 9 ottobre Carmelo Cipriano, il 44enne maestro di karate di Lonato del Garda condannato in primo grado (il processo si è celebrato con il rito abbreviato) a nove anni e mezzo di carcere perché tra il 2008 e il 2017 avrebbe abusato sessualmente di alcune sue allieve minorenni, una della quali aveva solo 12 anni al tempo dei primi approcci. L'uomo, detenuto a Pavia, era stato arrestato un anno fa con l'accusa di violenza sessuale di gruppo, atti sessuali con minori, prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico.

«Al Cipriano non va riconosciuta nessuna attenuante – scriveva nelle motivazioni della condanna di primo grado il gup Anna Di Martino - Il quadro che emerge è quello di un uomo del tutto incapace di reprimere i propri impulsi, ciò che, si badi, non è certo indice di patologia ma solo di sfrenato libertinaggio». Nel suo ricorso la difesa di Cipriano punta da un lato a mettere in dubbio la credibilità delle ragazze che hanno denunciato il loro ex istruttore di karate e dall'altro di dimostrare come il 44enne si stia ravvedendo attraverso un percorso psicologico.

Il processo davanti alla corte d'Appello sarà preceduto dalla prima udienza di quello di primo grado a carico di altri due uomini coinvolti nella vicenda. In aula il 27 settembre compariranno Darix Argentini, milanese (ma residente in provincia di Mantova) del 1967, e Sandro Perini, mantovano del 1974. Un quarto adulto finito nella rete degli inquirenti bresciani (un' altra inchiesta è in mano alla Procura di Mantova che ha indagato una quinta persona) sarà in aula il 2 dicembre. Si tratta di Cesar Alberto Ortega, 31enne venezuelano ma al tempo della denuncia residente a Sirmione, che in un primo momento aveva fatto perdere le sue tracce.

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