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Legionella, torna l’allarme nella Bassa bresciana

Gli accertamenti dopo un picco anomalo di 72 casi di polmonite

di MILLA PRANDELLI
Ultimo aggiornamento il 8 settembre 2018 alle 07:10
Il test per la legionella

Montichiari (Brescia), 8 settembre 2018 - Settantuno persone per lo più residenti tra Carpenedolo, Montichiari e Calvisano nei giorni scorsi hanno richiesto le cure del pronto soccorso dell’ospedale di Montichiari perché ammalate di polmonite. A fornire il dato è direttamente l’assessore regionale alla salute Giulio Gallera. «Negli ultimi giorni, presso alcuni comuni della bassa bresciana orientale, abbiamo registrato un numero di casi di polmonite superiori rispetto al numero atteso nello stesso periodo – ha spiegato – A fronte di questo incremento, abbiamo tempestivamente attivato tramite l’Ats di Brescia un’indagine epidemiologica ed ambientale per individuare possibili collegamenti tra i casi. L’età media delle persone visitate o ricoverate risulta superiore ai 60 anni». Il sospetto è che a causare la malattia sia stato il batterio della legionella.

«Al momento due sono i casi risultati positivi – dice ancora Gallera – per creare una efficace rete ospedale sono state predisposte azioni diversificate. Ats Brescia ha contattato i sindaci dei comuni interessati per un primo aggiornamento. Sono in corso interventi per l’analisi della rete di distribuzione dell’acqua potabile e delle torri di raffreddamento».

Intanto ieri pomeriggio, sulla sua pagina ufficiale di Facebook il sindaco di Calvisano, dove si sono registrati dieci contagi, ha voluto avvertire la popolazione. «Ho scritto questo post – ha detto Giampaolo Turini, primo cittadino del paese della bassa – non per creare allarmismi ma per segnalare di prestare attenzione alle persone più fragili. A tutti chiedo di non sottovalutare i sintomi. Il nostro interesse prioritario sono la salute pubblica e il benessere del cittadino. Poi capiremo cosa sta accadendo».

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