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L’ospedale San Gerardo di Monza

Gavardo (Brescia), 11 settembre 2018 - Un ragazzo di 29 anni, bresciano, è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva del San Gerardo di Monza, attaccato alla macchina 'Ecmo' per la pulizia del sangue, dopo aver contratto il batterio della legionella.

Presentatosi con i sintomi classici della patologia al Pronto soccorso di Gavardo (Brescia), il 29enne è stato trasferito a Monza. Le sue condizioni, a detta dei medici, sono gravi ma stabili. La prima settimana di ricovero sarà decisiva per poter sciogliere la prognosi. L' uomo è stato trasferito al San Gerardo di Monza perchè la struttura del Bresciano dove è giunto al Pronto soccorso non sarebbe stata in grado di garantire il corretto trattamento della malattia. È stato così chiesto ausilio al San Gerardo, che ha inviato immediatamente un'equipe di medici e un'ambulanza a prenderlo. Arrivato in Brianza, il 29 enne è sotto trattamento in terapia intensiva con i medicinali del caso e sottoposto a costante pulizia del sangue.

Finora i casi di legionella più gravi hanno riguardato persone in età avanzata, come quello dell'82enne lecchese morto all'ospedale di Desio. In questo caso invece si tratta di una persona di 29 anni che, proprio grazie alla sua giovane età, sembrerebbe aver maggiori capacità di reagire alle cure. Il 29enne, in ogni caso, aveva già "un quadro clinico molto complesso". A renderlo noto è l'assessore regionale alla Sanità, Giulio Gallera, a margine dei lavori del Consiglio regionale. "Il 70% delle persone che è stata colpita dalla polmonite - ha aggiunto Gallera - sono uomini e tendenzialmente persone anziane over 60, con qualche eccezione come questo ragazzo di 29 anni. Tutte le persone, compreso questo ragazzo, avevano dei quadri clinici particolarmente complessi. Anche questa persona aveva un fisico fortemente debilitato e la polmonite destabilizza un quadro già compromesso".

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