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18 mar 2022

La lunga agonia dei ghiacciai alpini: in trent’anni ne sono scomparsi 124

Sos di Paolo Gallo: "Nell’ultimo decennio il tasso di fusione si è quintuplicato"

federica pacella
Cronaca

di Federica Pacella

Se le immagini raccontano la lunga agonia dei ghiacciai, i numeri danno la dimensione di quello che stiamo perdendo. Sono 45 i chilometri quadrati di ghiacciaio persi in Lombardia dal 1991: in 31 anni, si tratta del 38% in meno. Si parla, quindi, di 1600 mq di superficie di ghiaccio perso ogni anno, pari a 220 campi da calcio. "Ma nell’ultimo decennio, il tasso di fusione si è quintuplicato", sottolinea Paolo Gallo, responsabile del gruppo Geomatica-Gis e membro della commissione scientifica e del direttivo del Servizio glaciologico lombardo (Sgl), associazione no-profit che si occupa di ricerca e monitoraggio in ambito glaciale alpino, oltre che di raccolta e divulgazione dei dati. Proprio per dare una rappresentazione dell’attuale situazione dei ghiacciai alpini, sul nuovo sito dell’associazione è stata pubblicata la mappa interattiva, dove è possibile consultare tutti i dati disponibili grazie anche al monitoraggio di Slg, ma anche vedere come sono variati i ghiacciai nel tempo, in alcuni casi da metà del secolo ad oggi. Uno strumento utile a fini di studio, ma anche per chi vuole semplicemente saperne di più dello stato di salute dei ghiacciai alpini. Attualmente, l’elenco di quelli attivi in Lombardia ne comprende 203 per una superfice pari a 73 chilometri quadrati (dato aggiornato al 2019). Dieci i settori, di cui Ortles-Cevedale, Orobie e Adamello comprendono il maggior numeri di ghiacciai totali, ma anche la maggior parte di quelli estinti. Dalla mappatura del Sgl emerge, infatti, che sono 32 i ghiacciai scomparsi per l’Ortles-Cevedale sul totale di 81, 16 su 68 quelli del settore Orobie, 24 su 65 per l’Adamello. La lista dei ghiacciai scomparsi tende ad allungarsi sempre più rapidamente: dal 1991, sono ne sono spariti 124, per effetto del cambiamento climatico che sta portando ad un progressivo aumento della temperatura. "L’Adamello, ad esempio, in 15 anni ha perso 50 metri di spessore, più di 3 metri all’anno", sottolinea Gallo. Con molta probabilità, nei prossimi decenni spariranno molti altri ghiacciai. "Il nostro regalo per le generazioni future - è il commento dell’associazione - sarà il lascito di quante più possibili testimonianze di un mondo affascinate, complesso e purtroppo anche molto delicato, nella speranza che il lavoro di sensibilizzazione svolto in 30 anni, possa dare un contributo, seppur minimo, per aiutare la nostra civiltà a cambiare velocemente rotta. I ghiacciai sono i termometri del pianeta; salvarli stabilizzando il clima, non servirà solo per continuare a vedere un po’ di bianco sulle nostre montagne, ma significherà anche salvare la civiltà umana per come la conosciamo oggi sul nostro pianeta".

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