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2 lug 2022

Infortuni, è quasi un bollettino di guerra

Il report Cisl nel Bresciano: nei primi cinque mesi del 2022 si registra un aumento dei casi del +72%, superiore al 52% della media regionale

2 lug 2022
federica pacella
Cronaca
Escalation di incidenti sul lavoro in provincia di Brescia che allarma i sindacati
Escalation di incidenti sul lavoro in provincia di Brescia che allarma i sindacati
Escalation di incidenti sul lavoro in provincia di Brescia che allarma i sindacati
Escalation di incidenti sul lavoro in provincia di Brescia che allarma i sindacati
Escalation di incidenti sul lavoro in provincia di Brescia che allarma i sindacati
Escalation di incidenti sul lavoro in provincia di Brescia che allarma i sindacati

di Federica Pacella

Peggiorano i dati degli infortuni sul lavoro nel Bresciano, dove nei primi cinque mesi del 2022 si registra un aumento del +72%, superiore al 52% della media regionale e al +48% della media nazionale. Numericamente, nel Bresciano sono arrivate 9.540 denunce contro le 5.545 dei primi cinque mesi dello scorso anno; in Lombardia si è passati da 41.270 a 62.946 denunce. Trasporto e magazzinaggio sono gli ambiti in cui si registrano i numeri più elevati, ma pesano anche gli infortuni rilevati in ambito sanitario.

Guardando al solo mese di maggio, sono stati 1738 gli infortuni a Brescia, contro le 1143 del 2021, di cui 3 con esito mortale (2 nel 2021). Ma come si spiega questo boom. "Le ragioni sono diverse – commenta Paolo Reboni per la Cisl Brescia – a partire dal fatto che in alcuni settori sta esplodendo la precarietà. Penso all’edilizia, che, per effetto del 110%, sta registrando ritmi di lavoro elevatissimi: si vedono persone lavorare la domenica pomeriggio. Il problema è che manca la prevenzione. Ci sono aziende strutturate, anche in edilizia, dove non si verificano infortuni da anni. Il problema è quando si entra nel vortice dei subappalti". Resta poi la questione dei controlli. "I fondi sono aumentati, ma anche se tutti gli ispettori facessero controlli h24, resterebbe comunque alta la sproporzione tra la forza a disposizione e le aziende presenti sul territorio". Tra gli infortuni, alcuni hanno esito letale. Nel complesso, nel 2022 hanno già perso la vita 13 lavoratori bresciani (erano stati 17 nel 2021), sui 62 infortuni mortali registrati in tutta la Lombardia.

"Sono 13 lavoratori che non sono più tornati a casa. La soluzione? Serve più formazione – conclude Reboni –. Giudico positivamente l’iniziativa che si sta facendo nella nostra provincia, dove i ragazzi dell’alternanza scuola-lavoro fanno dalle 4 alle 16 ore di formazione sulla sicurezza ancora prima di entrare in azienda. Questa è la strada giusta, perché significa che poi porteranno quanto appreso anche nel resto della loro carriera lavorativa. Anni fa si faceva questa formazione anche per i bambini più piccoli, ma poi non è più stata finanziata". In aumento, infine, anche le denunce di malattia professionale. Nel periodo gennaio maggio 2022 sul pari periodo 2021 passano da 163 a 251.

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