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5 giu 2022

In arrivo 16 radiologi neo laureati Al servizio di 2 milioni di abitanti

Il rischio è che presto nel Bresciano non rimanga più personale esperto a far funzionare i macchinari

5 giu 2022
federica pacella
Cronaca
Nel capoluogo i tecnici addetti a Tac e radiografie sono circa 500, allo stremo dopo la pandemia
Nel capoluogo i tecnici addetti a Tac e radiografie sono circa 500, allo stremo dopo la pandemia
Nel capoluogo i tecnici addetti a Tac e radiografie sono circa 500, allo stremo dopo la pandemia
Nel capoluogo i tecnici addetti a Tac e radiografie sono circa 500, allo stremo dopo la pandemia
Nel capoluogo i tecnici addetti a Tac e radiografie sono circa 500, allo stremo dopo la pandemia
Nel capoluogo i tecnici addetti a Tac e radiografie sono circa 500, allo stremo dopo la pandemia

di Federica Pacella

Per smaltire l’arretrato e ridurre i tempi di attesa, da maggio gli ospedali lombardi sono aperti anche la sera, il sabato e la domenica per fare Tac e radiografie, ma il rischio è che presto possa non esserci più nessuno a eseguirli. La crisi del personale che si registra in tutti settori compreso quello sanitario tocca anche l’ambito dei tecnici radiologi: basti pensare che nella sessione autunnale di ottobre all’Università degli Studi di Brescia si laureeranno solo 16 dottori in Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia. Considerando che l’Ateneo è sede anche per le province di Cremona e Mantova, si tratta di 16 nuovi professionisti per circa 2 milioni di abitanti.

"Questa bellissima professione – commenta Francesco Zangari, presidente Commissione di Albo Tecnici Sanitari di Radiologia Medica della provincia di Brescia – si trova ormai da tempo in un potenziale cortocircuito: gli stipendi in Italia sono troppo bassi se paragonati a quelli dei colleghi europei e non proporzionati alle responsabilità che questo lavoro comporta. Ciò ha come conseguenza che siano sempre meno i giovani che scelgono questa specialità". Non solo: molti tecnici di Radiologia che studiano a Brescia (ma così anche nel resto d’Italia) poi decidono di andare a lavorare all’estero, dove sono più valorizzati. Per questo i tecnici di Radiologia di Brescia chiedono al ministro della Salute Roberto Speranza che si metta un argine alla fuga da questa professione e dall’Italia, con l’equiparazione ai colleghi europei. Altro campanello d’allarme è il tasso di abbandono dei corsi di laurea: a Brescia circa il 50% degli studenti iscritti al primo anno decide poi di cambiare corso di laurea con maggiori possibilità di crescita professionale ed economica.

I numeri sono impietosi: con così pochi ingressi, sarà impossibile compensare le uscite di chi va in pensione o di chi decide di lasciare il lavoro, fenomeno diffuso tra il personale sanitario appesantito dagli anni di pandemia. Nel capoluogo bresciano i tecnici di Radiologia sono oggi circa 500, professionisti allo stremo, in prima fila durante la pandemia, che non hanno ancora superato il dramma vissuto negli anni di Covid.

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