Gottolengo (Brescia), 11 aprile 2018 - Nicole stamani tornerà a casa. In una bara. Nella sua villetta azzurra di Gottolengo, Bassa bresciana, dove ad aspettarla ci sono i vasi di ortensie regalati dai vicini, lo gnomo che ride sotto la finestra sul giardino, l’acchiappa-angeli davanti al garage e la mamma e il papà. Alle prese con un dolore talmente disumano da respingerlo per non farsene travolgere. «Ce la facciamo da soli per ora, grazie», hanno risposto Mattia Zacco e Alessandra Solazzi all’avvocato di famiglia Walter Ventura, che tramite l’ospedale Civile di Brescia aveva procurato loro uno psicologo perché li aiutasse.

I genitori avevano espresso il desiderio di riavere al più presto il corpo della loro unica bimba, morta a 4 anni giovedì scorso per una grave infezione scaturita da un’otite degenerata, e la Procura in tempi record ha dissequestrato il corpo. All’istituto di Medicina legale del Civile si è svolta l’autopsia, cui hanno partecipato i consulenti dei 15 medici sotto inchiesta per omicidio colposo. Con loro, gli esperti del Gaslini e dell’Università di Genova nominati dal pm Claudia Moregola: il professor Francesco Ventura e due collaboratori.

Ora ci saranno 90 giorni per il deposito della perizia. Tante domande.  Nicole poteva essere salvata? C’è la responsabilità di qualcuno dietro la morte della bimba? La piccola per un mese ha avvertito dolori alla nuca e febbre e i genitori per tre volte l’avevano portata dal pediatra senza ricavarne cure risolutive, nemmeno un antibiotico. Prima di Pasqua Alessandra e Mattia si erano rivolti anche all’ospedale di Manerbio, dove di nuovo non era stato riscontrato nulla di drammatico. Sabato 31 marzo ennesima corsa alla Poliambulanza di Brescia. E' stata la Tac eseguita nella stessa serata al Civile a evidenziare il grave ascesso cerebrale. Ma era tardi. «Le risposte non verranno dall’autopsia ma dalla ricostruzione dell’iter clinico. Sono convinto che le mancanze siano da rintracciare a monte»,  dice l’avvocato Ventura. I coniugi Zacco si sono recati in visita al parroco, don Arturo Balduzzi, con cui hanno concordato una veglia a casa domani alle 20 e il funerale venerdì alle 15. «Parteciperanno anche le maestre e i compagni d’asilo – spiega don Arturo -. Ognuno porterà un fiore e un palloncino che poi libererà in cielo per ricordare l’amica diventata angelo». Un angelo i cui reni e fegato ora vivono in altri bimbi. Tutta la comunità si è mobilitata per sostenere Alessandra e Mattia. «Non li lasceremo soli, li coinvolgeremo -  promette il sindaco Giacomo Massa -. Rispettando i loro tempi. Ma ci saremo».