L'azienda davanti alla quale è stato sequestrato l'operaio (Fotolive)
L'azienda davanti alla quale è stato sequestrato l'operaio (Fotolive)

Gavardo (Brescia), 17 gennaio 2019 - Sequestro di persona anomalo e dai contorni tutti da chiarire a Gavardo, in Valle Sabbia, nel Bresciano. Mirko Giacomini, 45 anni, operaio, appena dopo la mezzanotte di mercoledì è stato portato via a forza da un altro soggetto al termine del turno di lavoro. A denunciare l’accaduto ai carabinieri è stato un terzo uomo che avrebbe assistito al fatto e che sarebbe stato la “guida” del sequestratore fino alla ditta. Non è chiaro se pure lui sotto minaccia o volontariamente. C’è una pista, ed è passionale.

I militari stanno cercando un nordafricano classe ’92 che, arma in pugno, ha commesso il sequestro. Tutto si è svolto in pochissimi istanti: dalla minaccia con la pistola alla fuga a bordo di un’auto, alla sparizione nella notte, forse in uno dei numerosi accessi ai fitti boschi della zona. Sulla vicenda, investigatori e inquirenti (il fascicolo è in mano al sostituto procuratore Roberta Panico) mantengono un riserbo massimo. Fatto è che da ieri mattina si sta cercando il sequestrato. Si cerano tracce di Giacomini sia avvalendosi della classica battuta palmo a palmo (per il caso sono arrivati 50 carabinieri dal Battaglione di Milano, coadiuvati da cani e dall’elicottero dell’Arma), sia tramite la tecnologia. L’auto usata per la fuga è stata ritrovata dopoo alcune ore dagli investigatori. 

Inoltre, le utenze mobili conosciute dei due sono già state messe sotto intercettazione, ma risultano spente. Lente anche sui familiari dei coinvolti, qualora ci fossero tentativi di contatto. Di certo, ed è per questo che i carabinieri tendono a scartare l’ipotesi dell’estorsione, non è stata fatta recapitare alcuna forma di richiesta di riscatto. Pur non tralasciando nulla, si sta dando privilegio alla pista passionale, allo scatto di gelosia dello straniero, che è sposato. La vita dei due, in queste ore, viene passata al setaccio. Al momento trapela con certezza solo che il sequestratore sia gravato da qualche lieve precedente di polizia, non possiede un porto d’armi. Minori le informazioni sul Giacomini, ma si sa che non è coniugato. Riuscire a comprendere cosa unisca i due soggetti sarà dirimente, ma prioritario è trovare e liberare lo scomparso.