Polizia
Polizia

Brescia, 6 dicembre 2018 - La polizia stradale di Vibo Valentia, insieme ai colleghi del Compartimento polizia stradale di Catanzaro e Milano, della sezione di polizia stradale di Brescia e delle sottosezioni autostradali di Lamezia Terme e Palmi, ha condotto un'operazione che ha portato all'esecuzione di sette arresti e di due obblighi di dimora a carico di altrettante persone domiciliate nel Vibonese, nella Piana di Gioia Tauro, nel Bresciano e nel Milanese. Si tratta di presunti componenti di un'organizzazione criminale dedita ai furti seriali di mezzi nei cantieri stradali.  

L'organizzazione, secondo quanto riferisce la Polizia stradale, dimostrava una particolare spregiudicatezza nell'utilizzo di internet, che serviva per postare immagini e descrivere le caratteristiche dei mezzi provento dei furti, con l'attivazione di un giro vorticoso di contatti anche all'estero. L'indagine che ha portato agli arresti ha preso avvio dal furto di un escavatore commesso nel marzo del 2016 all'interno di un cantiere dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria. L'attività investigativa che ne é scaturita, con l'utilizzo delle immagini registrate dalle telecamere del sistema di videosorveglianza, ha consentito di ricollegare al furto un'autovettura risultata nella disponibilità di uno dei promotori del gruppo criminale. Le successive indagini hanno portato all'individuazione di un gruppo di persone che, a vario titolo e con ruoli differenti, erano dediti ai furti di escavatori, Bobcat e pale meccaniche, all'interno sia di cantieri che di locali privati. I mezzi venivano poi taroccati nei dati identificativi, con la falsificazione dei documenti. Il raggio d'azione dell'organizzazione criminale partiva dal litorale tirrenico vibonese per poi estendersi nella Piana di Gioia Tauro e giungere fino al nord Italia, ed in particolare nel circondario di Brescia e Milano.

Le indagini ed i controlli della Polizia stradale hanno portato, in un'occasione, al ritrovamento di quattro mezzi di cantiere rubati che erano stati nascosti all'interno di un autoarticolato, partito da Brescia e fermato in autostrada nel vibonese, la cui destinazione era il rosarnese, dove i mezzi sarebbero stati taroccati.