Quotidiano Nazionale logo
2 dic 2021

Brescia, frode da oltre 90 milioni: quattro arresti, tra loro un giudice tributario

La Guardia di Finanza ha eseguito 34 perquisizioni locali nelle aziende coinvolte, che hanno interessato anche le province di Milano, Bergamo e Cremona

featured image
Guardia di finanza

Brescia, 2 dicembre 2021 - Un'evasione fiscale per oltre 90 milioni di euro: per questa accusa un giudice tributario, un consulente fiscale e altre due persone sono finite agli arresti domiciliari. Il reato contestato nei loro confronti dai pm della procura di Brescia è corruzione in atti giudiziari. Il blitz, condotto dalla Guardia di Finanza, ha anche portato a 34 perquisizioni locali in aziende tra le province di Brescia, Milano, Bergamo, Cremona, Novara, Modena e Bologna.

L'operazione è nata da un controllo fiscale svolto dalle fiamme gialle nel mese di agosto 2019 nei confronti di una ditta bresciana, evasore totale per le annualità dal 2013 al 2019, che risultava aver emesso false fatture per circa 12 milioni di euro nei confronti di numerose imprese del Nord Italia. La successiva analisi dei flussi finanziari sottostanti alla fitta rete di società coinvolte, ha messo in luce un articolato sistema di frode che prevedeva il mascheramento della provenienza illecita degli introiti dell'evasione fiscale anche attraverso l'acquisto di oltre 17 milioni di euro in fiches utilizzate presso i casinò di Venezia, Campione d'Italia, Sanremo e Saint Vincent.

Nel mese di giugno 2020, i militari hanno perquisito un padiglione industriale di una delle società coinvolte, sequestrando complessivamente oltre 779mila euro in contanti, nascosti tra le travi del tetto, in un muletto e in un tagliaerba. In tale contesto, l'imprenditore è stato arrestato in flagranza di reato per istigazione alla corruzione in quanto, durante le ricerche, al momento del rinvenimento di parte del denaro, ha offerto ai finanzieri tutti i contanti rinvenuti a quel momento, circa 70mila euro, per interrompere le ricerche. La prosecuzione della perquisizione ha consentito di sequestrare gli ulteriori 709mila euro. Nel mese di novembre 2020, l'imprenditore è stato condannato a due anni e due mesi di reclusione per il reato di istigazione alla corruzione, mentre i 779.025 euro sono stati confiscati. 

Le successive indagini hanno portato a un consulente tributario operante a Milano di cui i correi si sono avvalsi per ideare e attuare la frode. Il pm bresciano, pertanto, ha disposto la perquisizione di tutti i luoghi nella disponibilità del consulente. Tra questi un ufficio locato ad una società amministrata da un magistrato tributario della Commissione Tributaria Regionale Lombardia. L'ufficio, infatti, dalle indagini svolte, è risultato utilizzato anche dal consulente fiscale. Attraverso la perquisizione del locale, le fiamme gialle hanno scoperto e sequestrato gran parte delle false fatture emesse dalle imprese bresciane, nonché documentazione relativa a una causa tributaria conclusasi nel marzo 2019 con una sentenza favorevole a una società riconducibile agli indagati bresciani, per un valore di 255.000 euro di imposte non versate.

Nel processo tributario in questione, il consulente aveva il ruolo di difensore del contribuente, ed il magistrato quello di giudice relatore. Le conseguenti indagini finanziarie hanno consentito di individuare numerosi trasferimenti di denaro dalla societàfavorita nella causa, al consulente fiscale, successivamente veicolate in favore di società rappresentate dal giudice tributario. L'indagine, nel suo complesso, ha portato alla denuncia di 90 persone all'autorità giudiziaria, coinvolte a vario titolo nei reati di corruzione in atti giudiziari, autoriciclaggio, oltre a diversi reati fiscali, tra cui quello dichiarazione fraudolenta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?