La pizzeria da Frank (Fotolive)
La pizzeria da Frank (Fotolive)

Brescia, 15 agosto 2015 - Francesco Seramondi veste per l’ultima volta quella che è stata per quarant’anni la sua sua tenuta di lavoro: la maglietta bianca, il grembiule dello stesso colore, il cappellino da cui era raro che si separasse. Come una divisa. Per la moglie Giovanna Ferrari un vestito blu. E’ il momento del dolore, del distacco, della pietà per le due vittime della spietata esecuzione di martedì. Un addio sobrio, composto perché i familiari hanno voluto così. Su entrambe le bare, da cui il figlio Marco non si è staccato neppure per un istante, un cesto di rose rosse.

I tanti fiori portati dagli amici, dagli estimatori, dal piccolo popolo della notte che per generazioni ha privilegiato le pizze di Frank, sono stati deposti davanti al locale alla Mandolossa, «Da Frank», pizze da asporto, krapfen, brioches. Lì, martedì mattina, si sono presentati i due sicari con il volto nascosto da caschi integrali. Uno solo ha sparato, con un fucile a canne mozze caricato a pallettoni. Un colpo per Vanna, raggiunta all’addome. Tre per vanificare il disperato tentativo di Francesco Seramondi di rifugiarsi nel retrobottega.

Anche per i funerali è stata compiuta una scelta nel segno degli affetti, della storia di famiglia. I coniugi assassinati abitavano da tempo a Castegnato. I familiari hanno ottenuto che le esequie si svolgessero a Nuvolento, il paese dove Frank era nato 67 anni fa e dove vivono tuttora i fratelli Giovanni e Claudio. Oggi alle 16.30 il corteo funebre si avvierà dagli Spedali civili di Brescia. Alle 17 i funerali nella parrocchia di Santa Maria della Neve.

Per ore una lunga, tristissima processione si è snodata nella camera mortuaria dell’obitorio. Tante firme si sono depositate sui registri. E’ comparso anche Arben Corri, il dipendente albanese di Seramondi, ferito in un misterioso attentato, la notte del primo luglio, mentre alla guida di una Punto, stava rientrando nella sua abitazione a Roncadelle. Corri, il braccio ferito al collo, si è sciolto in un pianto disperato, incontenibile. Per diciotto anni aveva lavorato alle dipendenze di Frank Seramondi. Nelle sue lacrime tutto lo sgomento per averlo perduto.