Focolaio a Corzano: i numeri
Focolaio a Corzano: i numeri

Corzano (Brescia), 5 febbraio 2021 - Polemiche, timori per la diffusione della variante inglese e la ribellione di un paese, Corzano, che non vuole essere etichettato come un centro "di appestati". Per fortuna, l’emergenza si affievolisce. Rallentano i contagi nel comune del Bresciano, 1.400 abitanti dove, in pochi giorni, si è arrivati a 139 nuovi infettati, di cui il 60% tra bambini. Ieri Ats Brescia ha registrato 1 solo nuovo caso, il quarto della settimana. Restano in quarantena 178 persone tra i contatti stretti dei residenti positivi; 2 le persone guarite. Ad eccezione di un paziente, ricoverato in ospedale, gli altri sono asintomatici o paucisintomatici.

La rapidità del contagio potrebbe essere spiegata dalla presenza della variante inglese del virus: su 14 tamponi sequenziati dal laboratorio di Microbiologia degli Spedali Civili di Brescia su richiesta di Ats, il 100% è infatti risultato appunto riferibile alla variante d’oltremanica. "La situazione sembra tornata sotto controllo dopo l’aumento repentino dei giorni scorsi", ha spiegato il sindaco Giovanni Benzoni (nella foto in alto) . Ha funzionato la chiusura immediata delle scuole, dall’infanzia alle medie, scattata il 22 gennaio, dopo la prima positività di un bambino. Lo screening di Ats ha consentito di individuare i positivi e metterli subito in isolamento. "Nel giro di qualche giorno dovremmo vedere la luce, con un netto decremento dei casi. Intanto abbiamo già i primi bambini negativi al tampone di controllo", aggiunge Benzoni. Il tam-tam tra media e social ha però sconvolto la vita in paese.

«Le persone devono essere tranquillizzate – ha detto don Felice Olmi, incolpando la stampa – il contagio è scaturito dalla scarsissima avvedutezza dell’insegnante che è andata a scuola con qualche linea di febbre ma che doveva stare a casa. La gente è in casa in quarantena, sta scemando il contagio, è in diminuzione, non occorre montare un caso. Ora Corzano è un paese fantasma, ieri (mercoledì, ndr ) sono venute poche persone a messa per San Biagio. Non facciamo diventare il caso come ‘la variante inglese di Corzano’, altrimenti poi veniamo additati come degli appestati da isolare o peggio ancora".

Benzoni ha comunque avvisato i sindaci dei Comuni vicini, che hanno espresso solidarietà e hanno invitato i propri concittadini alla prudenza. Infondata, invece, la voce sulla possibilità di istituire una zona rossa, circolata non solo a Corzano, ma anche nella vicina Castrezzato dove pure il sindaco ha chiuso le scuole dall’infanzia alla media dall’1 al 14 febbraio per l’incremento repentino di casi (115 in due settimane). Ieri il Comune ha dovuto chiarire "che Castrezzato non si trova in zona rossa" e che non è applicata "nessuna ulteriore restrizione, rispetto a quelle previste per la zona gialla".