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24 mar 2022

Droni in volo nel bosco per cercare altri resti

I carabinieri con l’aiuto di alcuni tecnici hanno compiuto ricognizioni accurate della zona in cui è stato trovato il corpo fatto a pezzi

milla prandelli
Cronaca
Nella giornata di ieri a Borno sono entrati in funzione anche i droni
Nella giornata di ieri a Borno sono entrati in funzione anche i droni
Nella giornata di ieri a Borno sono entrati in funzione anche i droni

di Milla Prandelli

Per buona parte della giornata di ieri i droni hanno sorvolato la zona dove, domenica scorsa alle 16, un sessantenne residente nella frazione Paline di Borno ha scoperto i resti della donna abbandonata fra i boschi. Gli investigatori sono tornati alla discarica degli orrori per cercare qualche altro elemento che possa essere utile a metterli sulle tracce dell’autore.

Il riserbo su questo dettaglio è massimo, ma avendo impiegato un’azienda specializzata nelle riprese con mezzi aerei non è da escludere che si ipotizzi la presenza di altri sacchi, che potrebbero essere collegati a quelli in cui sono stati ritrovati i resti della donna ancora senza nome: una giovane di piccola statura del peso ipotizzabile tra i 50 e i 60 chili, con i capelli scuri e le unghie tinte di lilla.

Forse chi ha lanciato i sacchi e il suo contenuto dal bordo della strada ha lasciato altro materiale. Forse si è disfatto non solo del corpo, ma di oggetti appartenuti alla vittima. Al momento molte speranze, oltre che nel lavoro della Scientifica, nelle riprese aeree e in quelle delle telecamere presenti in zona sono riposte nell’autopsia, disposta sui resti del corpo fatti a pezzi. Toccherà all’anatomopatologo cercare di risalire al momento in cui la donna è morta, determinando le cause e tutti quei dettagli che potrebbero permettere di condurre a una svolta nelle indagini che per ora si muovo a 360 gradi. Servirà, per esempio, a capire se sia stata sezionata prima o dopo essere stata messa in freezer e esattamente con quali strumenti, che potrebbero essere bisturi o coltelli da macellaio, data la precisione dei tagli.

I droni utilizzati ieri, intanto, potrebbero segnalare la presenza di oggetti utili a risolvere il giallo, oltre che di altri sacchi, ma anche a vedere se qualcuno è entrato tra le sterpaglie lasciando dei varchi. Un elemento utile a capire i movimenti di chi si è disfatto del corpo. L’unica certezza è che chi ha gettato quella povera donna lungo la ripida scarpata non si è curato di nascondere i sacchi alla vista o renderli inaccessibili. Un segno, questo, di grande efferatezza.

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