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3 mag 2022

Donne e bimbi in fila fra i bauli Si torna a casa fra mille incognite

Tanti profughi si organizzano per rientrare a Kiev dalle zone della Lombardia dove sono stati ospiti ma non è escluso che chi ora se ne va per raggiungere i famigliari poi dovrà rientrare in Italia

federica pacella
Cronaca
C’è chi resta in Italia e chi riparte verso Kiev dopo il ritiro dell’esercito russo dalla capitale dell’Ucraina
C’è chi resta in Italia e chi riparte verso Kiev dopo il ritiro dell’esercito russo dalla capitale dell’Ucraina
C’è chi resta in Italia e chi riparte verso Kiev dopo il ritiro dell’esercito russo dalla capitale dell’Ucraina

di Federica Pacella

Domenica mattina 1 maggio. La città si risveglia con la tranquillità tipica dei giorni di festa. In via Orzinuovi, al civico 58, già dalle 9, però, c’è un via vai che irrompe nella quiete. Nel parcheggio dell’ex hotel Industria arrivano auto da cui scendono 3, 4 persone. I bauli sono carichi di bagagli e pacchi, sigillati con cura, perché nulla si rompa nel corso del viaggio. Sono famiglie ucraine, soprattutto donne con bambini (una decina in tutto), pronte ad affrontare il lungo viaggio per tornare a casa. Gli uomini stipano scatoloni, passeggini e valigie nel bus, mentre l’autista spunta dall’elenco, uno ad uno, i nomi dei passeggeri che dovrà condurre a Ternopil, Lviv, Vinnytsia. Sono 35 in tutto quelli che hanno lasciato il bresciano domenica mattina. Non sono i primi, non saranno gli ultimi, perché ormai da qualche settimana, da quando l’esercito russo si è ritirato da Kiev, diverse persone hanno deciso di tornare nel proprio Paese, per ricongiungersi con i famigliari rimasti a casa. Difficile, però, dire quanti sono già partiti e, del resto, non è escluso che chi ora se ne va, poi non tornerà in Italia. Olga, ad esempio, ha deciso di intraprendere il suo viaggio per poter tornare a casa ad assistere la sorella, che non sta bene, ma poiché abita vicino alla zona del Donbass potrebbe ritornare nel Bresciano, se la situazione dovesse precipitare. "Glielo avevo sconsigliato, ma ha insistito – spiega Marco, che la ospitava insieme alla figlia Sofia a Collebeato – con il pullman raggiungerà Leopoli, ma poi ha ancora un lungo viaggio per andare a Dnipro, vicino al Donbass. Possiamo solo augurarci che vada tutto bene. Due settimane fa avevo accompagnato al pullman un’altra donna ucraina, che non ha voluto sentir ragioni ed è rientrata non appena c’è stata l’occasione". Anche Tatiana e Mariana sono ripartite per poter tornare a casa, insieme ai loro bambini. Il più piccolo ha 4 mesi e, per la seconda volta, affronta un viaggio di almeno 24 ore. "Sono venute qui un mese fa - spiega la madre, che risiede a Cortefranca – si sono trovate bene, ma sentono la mancanza della famiglia. Tornano a Ternopil, lì la situazione sembra essere abbastanza tranquilla".

Nessuno riparte a cuor leggero. Halyna abbraccia a lungo la sorella, che l’ha ospitata per oltre un mese. Entrambe hanno gli occhi gonfi di lacrime. "C’è sempre paura, non si sa mai cosa può succedere lungo il viaggio", commenta Anna, che ha accompagnato Olga, figlia di un’amica, alla fermata del bus. "Lei tornerà a Brescia, sta andando a prendere dei documenti – prosegue – qui restano sua madre e i suoi bambini. Sono conoscenti, li ho aiutati a trovare una sistemazione. Ci diamo una mano, sperando che prima o poi tutto questo finisca".

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