Brescia, 10 giugno 2018 - Le immagini della telecamera di sorveglianza montata a pochi passi dalle scale che conducono all’appartamento dove si sarebbe compiuto il delitto sono chiare. Si vede Abdelmjid El Biti, il 50enne marocchino in carcere con l’accusa di avere ucciso la ex moglie Souad Alloumi la 29enne madre di due bimbi svanita nel nulla domenica scorsa, trascinare intorno alle 4.30 di lunedì mattina un borsone portabiti apparentemente molto pesante.

Agli inquirenti che gli contestano l’omicidio ha raccontato che lì dentro c’erano vestiti. Le immagini sembrano smentirlo: una parte del borsone è completamente adagiato sul selciato, l’altra è invece quasi a 90 gradi e sembra davvero intravedersi la sagoma di un corpo. Il 50enne è vestito in maniera completamente diversa rispetto a quando diverse ore prima, era le 23.30, era arrivato all’abitazione della ex moglie per riportarle i figli con cui aveva trascorso la notte. Poco prima El Biti è stato ripreso mentre scende le scale e scompare nella notte per andare a recuperare l’autovettura parcheggiata in zona per guidarla fino al cancello che immette nel cortile su cui si affaccia l’abitazione della ex moglie.

Il filmato scorre e immortala l’uomo trasportare a fatica il sacco fino al passo carraio della corte di via Milano e quindi scomparire. Per gli inquirenti dopo avere caricato il cadavere in auto sarebbe partito facendo perdere le sue tracce fino alle 8 del mattino successivo quando la sua auto è di nuovo a Senigallia, il paese della Bassa dove l’uomo ha vissuto e lavorato in una fonderia fino a quando mercoledì alle 23 non è stato portato in carcere a Brescia. E’ in queste tre ore che il 50enne avrebbe fatto sparire il corpo della ex moglie che ancora non è stato ritrovato El Biti ha negato la ricostruzione raccontando nei lunghi interrogatori che la ex moglie se ne è andata da sola e che i rapporti con lei erano sereni nonostante qualche tempo prima la donna lo avesse denunciato per maltrattamenti e avesse vissuto con i figli per un periodo in una comunità protetta della città. Nessuno gli ha creduto, nemmeno il gip Lorenzo Benini che ieri mattina dopo averlo interrogato, il 50enne si è avvalso della facoltà di non rispondere, ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere.

«È certo che Souad Alloumi non si sia allontanata volontariamente nella notte fra il 3 e il 4 giugno sia per non averne avuto ragione alcuna, sia per non avere portato i propri effetti personali tranne telefono cellulare e portafoglio – scrive il gip nell’ordinanza di convalida – Sia per non avere avvisato amici e familiari sia e soprattutto per avere abbandonato soli in casa i figli senza avvertire nessuno». Per il magistrato El Biti ha mentito. «L’unico modo in cui Souad Alloumi è uscita dall’abitazione è all’interno del borsone trascinato all’alba di lunedì da Abdelmjid El Biti – spiega il gip nell’ordinanza – Lì dentro non ci sono infatti lenzuola e vestiti come ha voluto far credere».