Souad Alloumi, la mamma scomparsa nel nulla a Brescia

Brescia, 11 giugno 2018 - Buio totale. Souad Alloumi, la 29enne di origini marocchine madre di due bimbi svanita nel nulla domenica scorsa, non si trova. Di lei, della sua esistenza in vita e del suo corpo non vi sono tracce e al momento il maggiore indiziato, quello su cui tutti puntano gli occhi, resta Abdelmjid El Biti, l’ex marito 50enne in carcere con l’accusa di averla uccisa e di avere rinchiuso il suo corpo in un borsone portabiti apparentemente nella notte tra domenica e lunedì, attorno alle 4.30, quando è stato ripreso da una telecamera di sorveglianza del bar attiguo all’appartamento della donna.

Dalle immagini, esaminate in ogni dettaglio, il grande borsone trascinato da El Biti appare pesantissimo e al suo interno sembra di riconoscere una silhouette femminile. Con ogni probabilità l’uomo ha poi caricato la borsa nella sua auto, scomparendo senza lasciare tracce per tre ore, fino alle otto del mattino, quando è riapparso ed è stato ripreso da altre telecamere nella Bassa bresciana, a Seniga, dove vive e dove ha lavorato fino a mercoledì scorso, giorno in cui è stato arrestato.

Nelle immagini acquisite dalla polizia l’ex di Souad Alloumi indossa abiti completamente diversi da quelli che aveva quando è arrivato nella casa dell’ex moglie attorno alle 23.30, accompagnando i bimbi con cui aveva trascorso il fine settimana. Agli investigatori ha raccontato che nel borsone c’erano degli abiti. Ma il gip Lorenzo Benini pensa che l’unico modo in cui la ex di El Biti (che nell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice si è avvalso della facoltà di non rispondere) possa essere uscita di casa senza essere vista sia in quel borsone. Presto gli avvocati del marocchino, mancando sia la prova principale, ovvero il corpo della ex moglie, sia un’eventuale arma con cui la dona sarebbe stata uccisa, potrebbero chiederne la scarcerazione.

El Biti non era nuovo ad atti persecutori contro Souad Alloumi, che per un periodo ha vissuto in una casa famiglia. Poi, da circa un anno, era tornata ad avere una vita propria. Lavorava come inserviente in un self service di Brescia e i clienti la descrivono come «bella, gentile e riservata». Solo la titolare ne conosceva il passato, che ha sempre celato a tutti per tutelare lei e i due figli di 3 e 9 anni. Gli stessi che la notte in cui è scomparsa sono rimasti soli in casa, dopo che il padre aveva detto loro di stare attenti, perché la madre sarebbe andata via. Cosa che, come scrive il gip nella sua ordinanza, renderebbe «manifesto come il gesto sia stato premeditato».