Giovanni Erra
Giovanni Erra

Leno (Brescia), 9 gennaio 2019 - Giovanni Erra, l'operaio condannato a 30 anni per l'omicidio della studentessa 14enne bresciana Desirée Piovanelli, uccisa nel settembre 2002 a Leno, nel Bresciano, «vuole chiedere la revisione» del processo

.Lo spiegano gli avvocati Nicodemo Gentile e Antonio Cozza ai quali l'uomo, in carcere da 17 anni, ha «conferito incarico» affinché «compiano tutte le attività necessarie per arrivare a una revisione» della sentenza. «È tempo di verità», dice Erra, come comunicato dai legali. Giovanni Erra, spiegano i legali, «l'unico adulto condannato a 30 anni per l'omicidio della giovane Desirèe, in carcere dal 2002, contesta ed attacca la ricostruzione dei fatti così come operata dai giudici». «È una verità processuale che non convince, perché è altamente probabile che nella Cascina Ermengarda è successo qualcosa di diverso, da quanto finora sancito dalla giustizia», affermano ancora gli avvocati Gentile e Cozza, i quali spiegano che «stanno lavorando per acquisire eventuali elementi utili per supportare tecnicamente una richiesta di revisione». Per il delitto della studentessa, il cui corpo venne ritrovato alcuni giorni dopo l'omicidio nella cascina Ermengarda a Leno, a poche centinaia di metri dalle villette a schiera in cui vivevano tutti i protagonisti della vicenda, sono stati condannati in via definitiva anche tre minorenni, amici della ragazza, che hanno riportato condanne a 18, 15 e 10 anni. Secondo le sentenze, Desirée venne uccisa perché oppose resistenza a un tentativo di violenza sessuale.

Nell'agosto dello scorso anno era stato il padre di Desirée, Maurizio Piovanelli, a chiedere la ripartua del proceso, convinto che dietro la morte della figlia ci fosse un tentativo di rapimento da parte di una potente organizzazione di pedofili.