Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Giorno logo
23 apr 2022

Da rimuovere ancora 1,20 milioni di coperture

In Lombardia attivi due centri nel Bresciano e nel Pavese. L’assessore regionale Cattaneo. "Non ci sono altre richieste"

23 apr 2022
L’assessore regionale all’Ambiente, Raffaele Cattaneo
L’assessore regionale all’Ambiente, Raffaele Cattaneo
L’assessore regionale all’Ambiente, Raffaele Cattaneo
L’assessore regionale all’Ambiente, Raffaele Cattaneo
L’assessore regionale all’Ambiente, Raffaele Cattaneo
L’assessore regionale all’Ambiente, Raffaele Cattaneo

Sono circa 1,20 i milioni di metri cubi di coperture di amianto che restano da smaltire sul territorio lombardo. Secondo le stime aggiornate, contenute nel Piano regionale di gestione dei rifiuti che dovrebbe essere approvato il prossimo mese, il volume è in costante calo: erano 2,9 i milioni di metri cubi del 2007, 2,1 del 2012. In termine di estensione, si parla di 35,3 kmq nel 2020, quasi dimezzati rispetto ai 63,6 kmq del 2012 e agli 86,6 kmq di coperture del 2007. "Al momento abbiamo due discariche autorizzate per lo smaltimento – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Raffaele Cattaneo – la Ecoeternit di Montichiari nel Bresciano e la Acta di Ferrero Erbognone nel Pavese. Nel complesso, il volume residuo è di 560mila mc. Non abbiamo preoccupazioni a breve, ma il Piano rifiuti stima che per rispettare l’impegno di smaltire tutto entro il 2027 servirebbe una volumetria aggiuntiva di 350mila mc, per avere l’autosufficienza. Al momento non mi risulta che ci siano richieste per questo tipo di impianti, anche se ci sono ipotesi su cui si sta ragionando".

Gli incentivi dati dalla Regione stessa (10 milioni per gli enti pubblici, 1 milione recentemente per i privati), insieme al bonus edilizio del 110% e alla possibilità di installare pannelli fotovoltaici sui tetti potrebbe accelerare la richiesta di smaltimento, anche se il lavoro più grosso da fare è soprattutto sugli insediamenti industriali. "L’amianto rimasto – prosegue Cattaneo – è prevalentemente su edifici artigianali industriali, solo il 10% riguarda coperture civili e residenziali". Senza impianti di smaltimento in loco, il trasporto in impianti a distanza fa aumentare i costi, e questo potrebbe fare da deterrente. "L’amianto va in discarica incapsulato, con controlli all’ingresso – ricorda Cattaneo – è più sicuro avere una discarica che una copertura deteriorata vicino a casa, anche se, va ricordato, l’amianto è pericoloso se le fibre sono disperse in aria, non se contenuto in manufatti in cemento interi".

F.P.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?