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2 apr 2022

Guerra Ucraina, la storia: "Un colpo alla testa: così è morto Igor"

Il combattente ucraino viveva a Brescia. I volontari di Folzano e Castenedolo: scortava un pullman con i civili

federica pacella
Cronaca
Igor Matviyuk, ucraino da anni trasferito a Brescia, era tornato nel Paese d’origine per difenderlo
Igor Matviyuk, ucraino da anni trasferito a Brescia

Brescia -  Era nato in Ucraina, ma, come tanti, si era trasferito a Brescia da tempo. Dopo l’invasione della sua terra, da parte della Russia, era tornato in patria per difenderla, come stanno facendo tanti uomini e donne ucraini. Nel suo Paese, Igor Matviyuk, però, ha trovato la morte, primo ucraino-bresciano da quando è iniziata l’aggressione del 24 febbraio. La madre, una volontaria dell’associazione che gestisce gli aiuti per l’Ucraina (prima a Folzano, dove il centro resta comunque aperto, ed ora a nella nuova sede di Castenedolo in via Maestri del lavoro 20), ha ricevuto la notizia il 30 marzo. "Siamo riusciti a trovare un passaggio, per consentire a lei e all’altra figlia di tornare in Ucraina per il funerale", racconta Oksana, una delle referenti di Castenedolo.

La storia della morte di Igor dà il segno di quanto sia feroce il combattimento, che non si ferma neanche davanti ai civili. "Lo hanno riconosciuto dalle impronte, perché gli hanno sparato alla testa, da dietro – racconta Oksana – lui, come militare, stava accompagnando un pullman di civili che dovevano lasciare il Paese. Si erano fermati perché c’era un posto di blocco con la bandiera dell’Ucraina, per cui erano tranquilli. È sceso per dare il codice, e lì ha scoperto che invece c’erano i russi".

Secondo la ricostruzione, Igor sarebbe riuscito ad avvisare gli altri, perché scappassero, ma non è riuscito a mettere in salvo se stesso, perché la sua corsa è stata fermata dal proiettile. "Questo dice tutto, non si fermano davanti a niente", sottolinea Oksana. L’associazione, sulla sua pagina Facebook, ha lasciato un pensiero per ricordarlo. "Il centro ha perso un compagno che è andato a proteggere la nostra piccola Ucraina e ha dato la sua vita per il nostro futuro con voi. Viveva con noi nella città di Brescia, era un uomo gentile e brillante, compagno, figlio, fratello!!! Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici più stretti in una perdita così terribile. Luce ed eterno ricordo a te Igor!".

La madre e la sorella sono ora in Ucraina per dare l’ultimo saluto. Il viaggio per raggiungere il Paese è stato organizzato in poche ore, grazie alla generosità di un ragazzo che si è offerto di accompagnarle. Non si ferma, infatti, la gara di solidarietà per il trasporto di cibo, kit di primo soccorso da Brescia all’Ucraina, e per il trasferimento di profughi in città (nella provincia, sono ormai più di 5mila persone, ospitate per lo più attraverso la rete di famigliari e amici), sia a Folzano che nella nuova sede di Castenedolo, dove la comunità ha trovato un nuovo spazio. Quando la madre e la sorella di Igor rientreranno, sarà probabilmente organizzato un momento collettivo per ricordarlo.

 

 

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