Il casinò di Gardone Riviera in un'immagine d'epoca
Il casinò di Gardone Riviera in un'immagine d'epoca

Gardone Riviera (Brescia), 21 gennaio 2019 - Sarà una questione di giorni. E poi nell’ex casinò di Gardone Riviera ricominceranno i lavori: la seconda e ultima tranche per sistemare l’edificio simbolo della belle époque gardesana, chiuso per il terremoto dal 2004 e che riaprirà i battenti in tarda primavera come centro culturale polifunzionale.

Dopo un primo lotto di opere da 530mila euro già eseguite, il Comune ne ha appaltato un secondo per 602mila euro. Pavimenti, illuminazione, recupero dei lampadari degli anni ‘20 e ‘30, vetrate, imbiancatura, ma anche la realizzazione di un ascensore panoramico sul lago in una delle torrette, sono gli interventi mancanti.

«Avremmo voluto muoverci prima ma in fase di appalto ci è toccato rigettare le offerte delle prime due imprese per ragioni di antieconomicità e il cantiere è stato affidato solo adesso alla terza classificata – spiega il sindaco Andrea Cipani –. Questo ha comportato qualche ritardo».

Cuore pulsante della vita mondana tra le due guerre, l’immobile, edificato in stile liberty nel 1909, ospitò concerti, veglioni, spettacoli teatrali e dal 1911 anche la roulette. La sala da gioco, a cui tanto teneva D’Annunzio, ebbe una vita a singhiozzo. Nel 1912 fu chiusa perché l’azzardo divenne illegale, riaperta nel 1919 e richiusa nel 1924, infine riaperta nell’ottobre 1945 e chiusa definitivamente nel luglio 1946. Durante la Repubblica sociale italiana, il casinò - dal 1917 di proprietà comunale - divenne centro di svago dei tedeschi. In anni più recenti il salone delle serate danzati fu trasformato in cinema da 280 posti e nel resto furono ricavati un ristorante e un’abitazione. Il terremoto del 2004 però lo rese inagibile.

Il recupero è iniziato nel 2015 con la sistemazione degli spazi occupati dal Consorzio turistico Garda Lombardia, di cui si è occupata la Regione con 200mila euro. Ora volge al termine. «Concentreremo qui tutti gli eventi che oggi sono disseminati in varie sedi, da Villa Alba al Vittoriale» conclude il sindaco.