Una panchina viola anti bullismo (a Erba)
Una panchina viola anti bullismo (a Erba)

Brescia, 8 giugno 2021 - L'idea era  quella di uno "scherzo", che però è rapidamente sfuggito di mano alle autrici. E si è trasformato in un'accusa di violenza sessuale e in una condanna. Quattro ragazzine in discoteca avevano accerchiato una coetanea, "rea" di aver rubato il fidanzato ad uno di loro, e le avevano messo le mani addosso in modo equivoco, probabilmente per umiliarla. Un regolamento di conti, anzi bullismo al femminile, approdato in tribunale a Brescia con la pesante accusa di violenza sessuale di gruppo. Tra le quattro ragazze all'epoca dei fatti c'erano tre minorenni, giudicate dal Tribunale dei minori con un'archiviazione e la messa alla prova. Maggiorenne la quarta, giudicata a Brescia e condannata a 10 mesi, dopo che il pm aveva chiesto un anno e 4 mesi.

"È stata una situazione imbarazzante, l'ennesimo atto di bullismo subito da quelle ragazze", ha raccontato in aula la vittima. "Quella sera in discoteca, mi hanno accerchiata e messo le mani addosso", ha spiegato la vittima, che oggi ha 22 anni. "So che nel loro gesto non c'era una finalità sessuale, ma ero terrorizzata da questa ragazze" ha aggiunto.

L'imputata non ha negato i fatti ma ha sottolineato che era stato "però solo uno scherzo. Di cattivo gusto certo, e non pensavo che potesse denunciarci. Le avevo anche subito chiesto scusa". Per il pm tuttavia "sono stati atti indesiderati e anche se non c'era un fine sessuale non possiamo non considerare quanto accaduto una violenza sessuale di gruppo". Teoria condivisa dai giudici con una condanna.