Gottolengo (Brescia), 14 aprile 2018 - Palloncini bianchi liberati in cielo dai bambini dell’asilo mentre la piccola bara bianca si incamminava verso il cimitero. Lo sguardo dietro gli occhiali scuri della mamma Alessandra e del papà Mattia, incurvati dal dolore. E' un fermo immagine della giornata d’addio a Nicole Zacco, la bimba di 4 anni morta al Civile di Brescia per una complicanza di un’otite. Una vicenda per cui la Procura ha messo sotto inchiesta quindici medici per omicidio colposo. Ieri al funerale c’era tutto il paese, e non solo. Tra le 15 e le 16 Gottolengo si è fermata. Un fiume di gente strabordava dagli ingressi della Parrocchiale. E sul sagrato, un ideale prato di palloncini agganciati al pavimento fino alla fine, c’era un altoparlante per chi era rimasto fuori.

Nei banchi davanti, vicino ai parenti, le maestre e i compagni della materna. Ammutoliti, ognuno con una calla bianca in mano, in bilico tra lacrime e disorientamento. «Vorrei solo rimanere in silenzio anziché compiere questo compito - ha ammesso don Arturo Balduzzi commosso durante l’omelia - Ma voi vi affidate a me perché tutto questo si trasformi in grazia di Dio per sostenere una croce così. Una settimana fa a Gottolengo si è fatto improvvisamente buio, c’è stata un’eclissi di sole e di luna. La vita sembra aver perso di senso e noi siamo rimasti qui pieni di domande e dubbi. Chi chiediamo: ci sarà qualcuno capace di restituire ad Alessandra e Mattia la figlia?». Le parole del parroco rimbombavano tra le navate stracolme, mentre dalle file dietro si levava la vocina di un bimbo aggrappato alla mamma: «Dov’è Nicole?».

«La superficialità e l’incuranza degli uomini l’hanno gettata nelle tenebre della morte - ha proseguito don Arturo dall’altare - Un giorno però la primavera tornerà». E parlando alla bambina: «I tuoi sogni più belli diverranno realtà. Desideravi stare ogni giorno con i tuoi amici e ora sarai con loro per sempre. Desideravi aiutare i più piccoli, come quando li facevi salire sullo scivolo, e ora proteggerai i bimbi dell’oratorio. Sognavi di diventare dottoressa, e ora grazie al dono del tuo corpo altri potranno vivere».

Le ultime parole le ha lette il sindaco Giacomo Massa. A scriverle, Alessandra a Mattia: «Caro angioletto sei volata in cielo troppo presto lasciando un vuoto difficile da colmare. Grazie per averci dato il dono più bello, diventare mamma e papà».