Il luogo del ritrovamento
Il luogo del ritrovamento

Brescia, 14 novembre 2020 - Era sepolta sotto oltre un metro di terra tra le sterpaglie di un giardinetto incolto di una bocciofila dismessa nel cuore del quartiere Primo maggio. A due passi dalle finestre di casa dell’ex compagno, Kadrus Berisa, da martedì in stato di fermo per omicidio e occultamento di cadavere. La conferma del terribile sospetto ieri è arrivata: Viktoriia Vovkotrub, 42enne ucraina svanita nel nulla la sera del 4 novembre, è stata uccisa. Come, è ancora da accertare. Ma sull’autore carabinieri e Procura hanno pochi dubbi: è stato l’ex, il 60enne serbo con cui aveva convissuto fino all’estate e che poi aveva lasciato per un altro, un egiziano. E che, stando agli amici, faceva pressioni per riallacciare il rapporto e quando erano in coppia alzava le mani. Dopo che in mattinata con il gip Berisa era rimasto in silenzio, nel pomeriggio ha chiesto di vedere il pm Donato Greco e ha fatto trovare il cadavere. "Ha voluto collaborare per questo senza aggiungere altro, non ha ammesso l’omicidio" chiarisce l’avvocato Mauro Bresciani, che con il collega Alessandro Bertoli lo assiste.

Piccoli precedenti di polizia, uomo tuttofare per la manutenzione di numerosi stabili in città, Berisa è stato fermato martedì mentre buttava in un’isola ecologica di via Metastasio un tappeto sporco di sangue. Sangue di Viktoriia, si è scoperto, anche se lui, nell’immediatezza del fermo, ha sostenuto di aver gettato un tappeto pulito, proveniente da un immobile che stava sistemando, che nulla c’entrava con la scomparsa. Ma la Procura ritiene che il tappeto sia stato eliminato dall’abitazione dopo il delitto. Perché è di Viktoriia anche il sangue acceso dal Luminol nel salottino della casa dell’ex, un tempo della coppia, dove si pensa sia stata uccisa. Su una credenza sono stati repertati 35 schizzi e sul pavimento una grossa chiazza, ggetto di tentativi di lavaggio. Così come c’era sangue sui manici di una carriola in un garage al Carmine nella disponibilità di Berisa.

L’ex era stato l’ultimo ad aver visto la donna la sera del 4 novembre. I due alle 18 si erano allontanati da un chiosco di via dei Mille, poi si erano diretti da lui e avevano cenato insieme. Una cena molto alcolica, aveva detto Viktoriia a un’amica che l’aveva chiamata alle 20. Il cellulare della 42enne dalla mezzanotte e 25 si spegne. E sparisce. Non riuscendo più a contattarla, preoccupata per la gelosia del 60enne, due giorni dopo quell’amica ha avvertito i carabinieri, che intuiscono subito l’epilogo. Viktoriia era sotto terra.