Brescia, 29 febbraio 2012 - I termini economici dell’accordo restano al momento segreti, ma comunque la si veda, l’intesa siglata fra la Centrale del latte di Brescia e McDonald’s è destinata a essere un successo. L’azienda bresciana fornirà il latte in tutta Italia per il reparto caffetteria della multinazionale americana. «Un accordo che fa piacere — commenta il presidente della Centrale del latte, Franco Dusina — Riuscire a collaborare con McDonald’s è un grande traguardo».

«Il valore di Recappuccio, il prodotto oggetto dell’accordo, è di alta qualità — aggiunge il direttore generale e commerciale, Andrea Bartolozzi, artefice, ha tenuto a precisare il presidente Dusina, di questa intesa — ed è diventato ormai di fama nazionale per cui alcuni alcuni imprenditori bresciani, licenziatari di McDonald’s hanno segnalato il nostro prodotto ai vertici della multinazionale. Il giro d’affari è ancora riservato, ma sono numeri importanti e sia noi che McDonald’s abbiamo grandi ambizioni».

L’oggetto dell’intesa, dunque, è il Recappuccio: latte pastorizzato con una più alta percentuale di panna che lo rende particolarmente schiumoso. Un prodotto nato nel 2008 e destinato solo al canale della ristorazione-bar.
Un po’ di numeri: l’azienda bresciana lavora ogni anno 45 milioni di litri di latte, ma è attiva anche nel settore dei prodotti da forno. Cifra a sei zeri anche per il Recappuccio, prodotto in continua crescita. A richiedere questo latte, non è solo il Nord, ma anche il Sud, la Puglia per citarne una regione.

«Essendo piccoli — ha continuato il direttore generale Bartolozzi — facciamo prodotti di alto valore aggiunto, di alta qualità, privileggiando magari prima i fruitori locali. Si può dire che la brescianità fino a un po’ di tempo fa era a solo ad appannaggio dei bresciani, ora la esportiamo in tutta Italia e qualche volta anche oltre».

Quasi ottantuno anni di attività, capitale sociale da 7.656.432 milioni di euro e un risultato d’esercizio nel 2010 di 853.358 euro, l’azienda è una società per azioni di cui il Comune di Brescia detiene 7.353.000 azioni, pari al 96% del capitale sociale. Il resto è di Camera di Commercio di Brescia e della Provincia.
Una curiosità, infine: a fare il filo a quest’azienda fu, nel 1996, Calisto Tanzi, con un’offerta da 20 miliardi, ma Mino Martinazzoli, allora sindaco di Brescia recentemente scomparso, rifiutò garbatamente l’offerta.

di Serena De Simone

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