Cagliari, 4 febbraio 2011 - Saranno restituiti alla fabbrica che li aveva mandati in Sardegna i fumi di acciaieria radioattivi bloccati da una settimana nello stabilimento della Portovesme srl (Sulcis-Iglesiente). Con un decreto del prefetto di Cagliari, Giovanni Balsamo, i due container dove l’Arpas ha accertato valori di Cesio 137 superiori al limite consentito ripartiranno per la penisola. Il trasporto sarà affidato a una società specializzata e a carico dell’azienda, l’Alfa Acciai di Brescia, da dove il materiale era stato spedito al porto di Cagliari via Genova.
Sono le decisioni assunte stamane durante la riunione in prefettura a Cagliari convocata dal prefetto sul caso dei container con fumi di acciaieria contaminati, alla quale hanno partecipato rappresentanti della Portovesme srl, dell’Arpas (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) e dell’Asl di Carbonia. La presenza di radioattività era stata avvertita dal portale radiometrico della Portovesme srl, stabilimento di produzione di piombo e zinco che utilizza i fumi di acciaieria nel ciclo produttivo.
Gli esami fisici dell’Arpas hanno accerto che i livelli sono superiori alla norma ma - è stato sottolineato durante la riunione in prefettura - non rappresentano un pericolo per l’ambiente e la salute delle persone. Il trasferimento dei due container nella penisola sarà pianificato in sicurezza, a norma di legge, dagli organi tecnici finora coinvolti nella gestione del caso, con la supervisione della prefettura. (Agi)
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