Alfredo Donnarumma
Alfredo Donnarumma

Brescia, 27 giugno 2020 - Il Brescia pareggia il duello salvezza da vincere assolutamente con il Genoa e, quando rimangono ancora dieci partite da giocare, resta a -8 da quel quartultimo posto dove attualmente sono collocati proprio i Grifoni. La delicatissima sfida con i rossoblù può essere considerata un adeguato riassunto della difficile stagione vissuta dalle Rondinelle, pronte a portarsi in avvio sul 2-0 e intravedere così la rimonta-salvezza (-5 dalla quartultima posizione), ma incapaci di conservare il fondamentale vantaggio sino in fondo. Come spesso capita in simili circostanze, poi, la buona sorte volta le spalle ai biancazzurri e due rigori, assai discussi e discutibili, fermano impietosamente la risalita della squadra di Diego Lopez e restituiscono fiato a quella di Nicola che per oltre un’ora, costretta ad inseguire, ha temuto davvero il peggio. L’incontro si presenta come un vero e proprio spareggio per la voglia di salvezza delle due contendenti, che, nonostante l’assenza del pubblico sulle tribune del “Rigamonti”, iniziano con grande concentrazione il match, ben decise a non commettere l’errore che potrebbe vanificare un’intera stagione.

Il primo spunto degno di nota è di marca ospite, con Destro che al 7’ chiama l’attento Joronen ad una provvidenziale deviazione in angolo per mantenere inviolata la propria porta. Le Rondinelle sanno di non poter fallire l’occasione per tornare in corsa per la salvezza e al 10’ un numero di Torregrossa porge la sfera a Sabelli che porge al centro dove Donnarumma si fa trovare pronto e manda la sfera dove Perin non può arrivare. Il vantaggio carica ulteriormente la squadra di Diego Lopez, che dopo soli 3’ raddoppia con il primo gol tra i professionisti del giovane Semprini, ben servito da Bjarnason dopo un duetto profondo con Sabelli. Il ravvicinato uno/due sembra stordire il Grifone, che non riesce a reagire con la necessaria concretezza e permette ai biancazzurri di gestire in tutta sicurezza la situazione. La difesa locale gioca con attenzione su ogni pallone e la rete difesa da Joronen non corre particolari pericoli.

Per assistere ad una manovra degna di nota degli ospiti occorre attendere il 27’, quando Tonali perde malamente un pallone che offre una insidiosa ripartenza a Iago Falque. Il trequartista genoano serve un invitante assist a Destro che, però, non riesce ad inquadrare lo specchio della porta. Scampato il pericolo, il Brescia sembra in grado di raggiungere il riposo senza ulteriori problemi, ma al 36’ l’arbitro punisce con un rigore un contatto tra Papetti e Romero. L’azione è assai discutibile, ma il direttore di gara non ha dubbi e dal dischetto Iago Falque spiazza Joronen e riapre la partita. In effetti i rossoblù sono rinvigoriti dalla rete e si rendono pericolosi nel finale del primo tempo. L’opportunità più nitida giunge nel terzo ed ultimo minuto di recupero. Joronen si rende grande protagonista e respinge prima su Behrami e poi su Iago Falque, conservando il prezioso vantaggio di un Brescia autore di una buona prova, che ha sicuramente meritato il risultato sino al rigore che ha permesso ai genoani di rimescolare le carte negli ultimi minuti.

La rete che ha permesso di accorciare il risultato ricarica le batterie ai Grifoni, che nella ripresa tornano in campo decisi a raddrizzare definitivamente la situazione. I rossoblù partono con decisione e in avvio si rendono insidiosi con Iago Falque e con Pinamonti, ma prima Joronen non si lascia sorprendere e poi la sfera si perde di poco a lato. La squadra di Diego Lopez non riesce a ripartire ed è costretta sulla difensiva da un Genoa che preme sempre più deciso. Al 19’ una sventola di Pandev sorvola di poco la traversa, ma la resistenza delle Rondinelle ha ormai breve durata e al 22’ Dessena, in tuffo, tocca la palla con la mano sugli sviluppi di un corner. L’arbitro anche questa volta non ha dubbi ed assegna il secondo rigore di giornata ai rossoblù. È bravo Pinamonti, il cui nome è stato accostato più volte nell’ambito delle trattative che potrebbero portare Tonali al’Inter, a trasformare con freddezza, nonostante il disperato tentativo di Joronen, che era riuscito ad intuire la direzione. Tutto impietosamente da rifare per il Brescia, che dopo essere rimasto a -5 dalla salvezza dal 10’ del primo tempo in un istante torna a -8.

La squadra di Diego Lopez non vuole arrendersi e dopo una punizione dal limite di Tonali finita sulla barriera, il tecnico inserisce Ayé per cercare di spingere maggiormente in avanti i suoi. A questo punto, però, l’umore delle due squadre è profondamente cambiato e i rossoblù al 37’ sfiorano il sorpasso con Sturaro e Sanabria, ma Joronen si guadagna la palma di migliore in campo e mantiene in partita le Rondinelle che partono in contropiede, ma la conclusione dell’esordiente Ghezzi (2001) termina alta. L’arbitro assegna un mega-recupero (7’), ma il risultato non cambia più, offrendo un sospiro di sollievo al Genoa e una nuova, cocente delusione ad un Brescia che intravede sempre il traguardo, ma si ferma sempre sul più bello.

Brescia-Genoa 2-2 (2-1)

Brescia (4-3-1-2): Joronen 7; Sabelli 6,5, Mateju 6, Papetti 6, Semprini 6,5 (22’ st Martella 6); Bjarnason 6,5 (27’ st Romulo 6), Tonali 6 (37’ st Ghezzi sv), Dessena 6; Zmrhal 6 (27’ st Ayè 6); Donnarumma 6,5, Torregrossa 6,5 (22’ st Skrabb 6). A disposizione: Andrenacci; Gastaldello; Spalek; Mangraviti; Viviani. All: Diego Lopez 6.
Genoa (3-4-1-2): Perin 6; Romero 6,5, Soumaro 6 (7’ st Schone 6), Zapata 6; Biraschi 6, Behrami 6,5 (20’ st Lerager 6), Sturaro 6, Barreca 6 (13’ st Ghiglione 6); Iago Falque 6,5 (7’ st Pandev 6); Pinamonti 6,5, Destro 6 (13’ st Sanabria 6). A disposizione: Ichazo; Marchetti; Goldaniga; Jagiello; Cassata; Favilli; Masiello. All: Davide Nicola 6,5.
Arbitro: Irrati di Pistoia 5.
Reti: 10’ pt Donnarumma; 13’ pt Semprini; 38’ pt Iago Falque (rig.); 24’ st Pinamonti (rig.).
Note: ammoniti: Mateju; Dessena; Zapata; Biraschi; Bjarnason; Sabelli - angoli: 7-1 per il Genoa – recupero: 3’ e 7’ - la gara si è giocata a porte chiuse.