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Elezioni regionali Lombardia, Sala: "Gori determinato e coraggioso, avrà il mio appoggio"

L'attuale sindaco di Bergamo potrebbe candidarsi per sfidare il presidente Roberto Maroni

Ultimo aggiornamento il 27 giugno 2017 alle 17:34
Beppe Sala e Giorgio Gori

Bergamo, 27 giugno 2017  - "E' una buona notizia la determinazione di Giorgio Gori", il sindaco di Bergamo che intende sfidare il presidente della Lombardia Roberto Maroni alle prossime regionali, in programma nel 2018. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha sottolineato che "ci vuole coraggio oggi, soprattutto dopo questo weekend (elettorale, ndr) e conoscendo la forza di Maroni". "Non spetta a me dire se vann fatte le primarie o meno - ha aggiunto Sala - , però una candidatura di questo livello è certamente un buon inizio . Mi auguro che Gori raccolga il massimo del consenso possibile. Se il candidato ufficiale sarà lui - ha aggiunto - il mio appoggio lo avrà in pieno. Gori ha esperienza e autonomia di pensiero".

Critico, invece, il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: "Ben venga Gori. Se ha delle idee per migliorare i servizi ai cittadini e ai lombardi è il benvenuto" ma "mi piacerebbe che i sindaci renziani si occupassero delle loro citta' e non delle loro carriere politiche". "Stando alle statistiche il Veneto e la Lombardia sono le Regioni meglio amministrate e meno costose d'Italia con i servizi pubblici efficienti", ha continuato il segretario leghista, "si puo' sempre fare meglio. Ma penso che il Pd abbia altro tipo di problemi a cui pensare a livello nazionale visto che i dati sull'immigrazione e la disoccupazione sono pessimi". 

Mentre Dario Violi del Movimento 5 Stelle è sorpreso per "la vivacità di Gori nell'intestarsi la candidatura del Pd a presidente della Lombardia per le prossime regionali. Evidentemente per un profilo così nazionale, il ruolo di sindaco di Bergamo è troppo stretto. Gli rammentiamo che gli impegni presi si rispettano e che dovrà spiegare ai bergamaschi che hanno creduto in lui il suo eventuale passo indietro". "L'amministrazione delle istituzioni locali - ha sottolineato Violi - merita stabilità e non un sindaco che dalle ispirazioni cittadine passi a quelle regionali per finire inevitabilmente a quelle nazionali. Ovviamente - conclude - nel Pd tutto questo è lecito, mentre nel M5S i portavoce mantengono gli impegni elettorali presi con i cittadini".

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